venerdì 7 dicembre 2007

Memories are made of this

Ultimamente mi è capitato di rileggere un'intervista rilasciata da Tom Waits nel 1985. Era da poco uscito uno dei suoi dischi più belli, RAINDOGS.
Nell'occasione il musicista parlò ovviamente dei brani contenuti nel suo ultimo lavoro. Beh, in alcuni momenti c'è da sganasciarsi. Come ad esempio quando il grandissimo Tom spiega qual è stata la sua fonte di ispirazione per Cemetery Polka: “Cemetery Polka è come un album di famiglia, molti dei miei parenti sono agricoltori ed eccentrici. Forse è stato stupido metterli su disco perché ora ricevo telefonate di protesta di mia madre: 'Tom, come hai potuto parlare in quel modo degli zii?'. Io rispondo che hanno guadagnato un milione di dollari durante la Seconda Guerra Mondiale e che noi non abbiamo mai visto un centesimo. E' tempo che qualcuno tiri fuori queste storie”. E quindi giù con il caro zio Vernon, definito dal nipote “ autosufficiente come un maiale sul ghiaccio”: “uno dei migliori, giù al macello/ suona l'armonica per Mr. Weiss”. E poi ecco lo zio Biltmore e lo zio William, che sono proprio quelli che si sono fatti un milione di dollari durante la Seconda Guerra Mondiale, “ma sono vecchi spilorci che appartengono ad una razza di avari e non ti daranno mai nemmeno un centesimo”. E poi ci sono la zia Mame, che ad un certo punto è impazzita “e tutto quello che può dirti è di andartene all'inferno”, e lo zio Violet che è stato pilota e sostiene che “non ci sono ragazze carine in Francia: ora manda avanti un piccolo, ordinato ufficio di scommesse clandestine e se la fa sempre nelle mutande”. E lo zio Bill? Mah, lui “non farà mai testamento e il suo tumore è grosso come un uovo. Ha una fidanzata portoricana che, ho sentito dire, ha una gamba di legno”. Ed infine c'è lo zio Phil che “non può vivere senza le sue pillole, ha l'enfisema ed è quasi cieco e noi dobbiamo scoprire dove ha nascosto i suoi soldi. Prendiamoglieli ora, prima che si rimbecillisca”.
Però non era di Cemetery Polka che volevo parlarvi, in effetti. Ma di Kentucky Avenue. Che è una delle più belle canzoni che siano mai state scritte sull'amicizia. E una delle più belle canzoni di Tom Waits tout court. La trovate in quello che è il suo capolavoro degli anni Settanta, BLUE VALENTINE (1978).
Nell'intervista di cui vi dicevo, a proposito di Kentucky Avenue l'uomo spiega: “L'infanzia è di importanza basilare nel mio lavoro di compositore. Le cose che sono accadute allora, il modo in cui le percepivi e in cui le ricordi più avanti nel tempo hanno un grande impatto su di me. Il brano a cui ti riferisci è drammatico: quando avevo dieci anni il mio migliore amico era poliomielitico. Facevamo a gara, io di corsa e lui sulla sedia a rotelle, a chi arrivava prima alla stazione dell'autobus”.
Kentucky Avenue
è una canzone che... C'è un'orchestra, diretta da Bob Alcivar, c'è Tom Waits seduto al pianoforte e c'è quella voce che il suo biografo più famoso, Patrick Humphries, ha descritto come “una Mercury del '56 con il tubo di scappamento rotto e il silenziatore saltato. L'urlo di un buttafuori al momento della chiusura”. Una voce che “potrebbe guidare delle navi attraverso una fitta nebbia” (così Spin), in cui “c'è abbastanza catrame da asfaltare un'autostrada” (Rolling Stone). E poi ci sono le parole che trovate qui sotto.




Eddie Graces buick got 4 bullet holes in the side/ Charley Delisle sittin at the top of an avocado tree/ Mrs Stormill stab you with a steak knife if you step on her lawn/ I got a half pack of Lucky Strikes man come along with me/ let's fill our pockets with macadamia nuts/ then go over to Bobby Goodmansons/ and jump off the roof.


Hilda plays strip poker/ and her mama's across the street/ Joey Navinski says she put her tongue in his mouth/ Dicky Faulkners got a switchblade/ and some gooseneck risers/ that eucalyptus is a hunchback/ there's a wind up from the south/ let me tie you up with kite string/ and I'll show you the scabs on my knee/ watch out for the broken glass, put your shoes and socks on and come along with me.


Let's follow that fire truck/ I think your house is burnin down/ then go down to the hobo jungle and kill some rattlesnakes with a trowel. / We'll break all the windows in the old Anderson place/ and steal a bunch of boysenberrys/ and smear 'em on our face/ I'll get a dollar from my mamas purse/ and buy that skull and crossbones ring/ and you can wear it around your neck on an old piece of string.


Then well spit on Ronnie Arnold/ and flip him the bird/ and slash the tires on the school bus/ now don't say a word/ I'll take a rusty nail and scratch your initials on my arm/ and I'll show you how to sneak up on the roof of the drugstore.


I'll take the spokes from your wheelchair/ and a magpies wings/ and I'll tie 'em to your shoulders and your feet/ I'll steal a hacksaw from my dad/ and cut the braces off your legs/ and we'll bury them tonight out in the cornfield.


Put a church key in your pocket/ We'll hop that freight train in the hall/ and We'll slide down the drain all the way/ to New Orleans in the fall.

La Buick di Eddie Grace ha quattro fori di pallottola sulla fiancata/ Charlie Delisle se ne sta seduto in cima ad un albero di avocado/ Mrs Stormill ti pianta un coltello da cucina da qualche parte se solo cammini sul suo prato/ io ho mezzo pacchetto di Lucky Strikes, vieni con me/ riempiamoci le tasche di noccioline, poi saliamo da Bobby Goodmansons/ e saltiamo giù dal tetto.

Hilda gioca a strip poker/ e sua madre sta dall'altra parte della strada/ Joey Navinski sta dicendo in giro che lei gli ha ficcato la lingua in bocca/ Dicky Faulkners ha un coltello a serramanico/ e delle aste portalampada/ quell'eucalipto è un gobbo e c'è un vento che soffia da sud/ lascia che ti leghi addosso la corda di un aquilone/ e ti mostrerò le croste sul mio ginocchio/ fai attenzione a quel bicchiere rotto, infilati scarpe e calze e vieni con me.

Seguiamo quel camion dei pompieri/ credo che la casa che sta andando a fuoco sia proprio la tua/ poi scendiamo alla giungla dei vagabondi a uccidere qualche serpente a sonagli con la cazzuola/ romperemo tutti i vetri della vecchia casa degli Anderson/ e ruberemo una manciata di more per poi spalmarcela sulla faccia/ prenderò un dollaro dal borsellino di mia madre/ e comprerò quell'anello con il teschio e le ossa incrociate/ e tu potrai mettertelo al collo con un filo di spago usato.

Poi sputeremo addosso a Ronnie Arnold/ e gli daremo una botta all'uccello / taglieremo le gomme allo scuolabus/ adesso non dire niente/ con un chiodo arrugginito mi inciderò le tue iniziali sul braccio/ e ti mostrerò come ci si arrampica sul tetto dell'emporio.

Io prenderò i raggi della tua sedia a rotelle/ e le ali di una gazza/ e te le legherò alle spalle e ai piedi/ ruberò un seghetto a mio padre/ taglierò l'apparecchio che hai alle gambe/ e lo seppelliremo stanotte nel campo di granoturco.

Infilati in tasca un apribottiglia/ salteremo su quel treno merci/ e scivoleremo giù, dritti verso l'autunno di New Orleans.

6 commenti:

morrissey ha detto...

mi permetta TIC ...provi anche con Sailing the Seas of Cheese, dei Primus, in Tommy The Cat . mandi MORRISSEY

morrissey ha detto...

oppure ancora con Blinking Lights and other Revelations, degli Eels. mandi

Fabio Montale ha detto...

Magari e' il contrario, eh? Tommy the cat in Sailing the seas of cheese... ma anche in suck on this. Pero' mi sa che ha gia' provato, che ne dice tic?

Tic. ha detto...

Amo molto, davvero molto, gli Eels.

Quanto a Tommy the cat, beh...
Montale l'ha detta giusta.

morrissey ha detto...

non amo i censori, caro MONTALE, ma amo chi rispetta gli errori del prossimo.ti dedico Malediction degli Einstürzende Neubauten. mandi

morrissey ha detto...

...molto pericoloso infilarsi tra MONTALE e TIC....MI CAUTELERO', MI CAUTELERO', MI CAUTELERO'!!! MANDI