mercoledì 10 ottobre 2007

American gothic

Letta su LA REPUBBLICA.

"La Casa Bianca è abitata da milioni di fantasmi", ha fatto sapere Jenna Bush, una delle due figlie del presidente. "La gente davvero mi prenderà per matta. Ma non sto scherzando: li ho sentiti davvero". Jenna ha raccontato dei suoi fantasmi al TEXAS MONTHLY.

E' ancora lei che parla: "Una volta, di notte, dal caminetto della mia stanza si sentiva qualcuno che cantava un'opera. Quando l'ho detto a mia sorella Barbara lei non ci credeva, ma la settimana successiva mentre eravamo insieme nella mia camera da letto abbiamo udito le note di un pianoforte: era un brano degli anni Cinquanta".

Tutto ciò sembra provenire direttamente da una storia di Shirley Jackson (la conoscete? E' l'autrice de L'incubo di Hill House, un romanzo del 1959 che racconta di una casa pericolosissima, abitata da sinistre presenze. L'ha ripubblicato Adelphi nel 2004). O di certo Bradbury. Oppure di Stephen King (la Casa Bianca come l'Overlook Hotel?).

Pare non sia stata la prima, questa simpatica signorina, a trovare inquietante la Casa più importante del mondo. Secondo Harry Truman, nelle stanze presidenziali circolava l'ombra di Abraham Lincoln. E il presidente americano che si rilassava suonando il pianoforte era proprio Truman: Jenna Bush ha avuto l'onore e il privilegio di ascoltarlo suonare dal vivo?

Gli americani sanno raccontare storie di fantasmi come pochi altri popoli al mondo. Prima o poi vi parlerò di due canzoni che amo molto: Camouflage di Stan Ridgway e Big Joe and Phantom 309, una storia scritta da Tommy Faile e cantata da Tom Waits in Nighthawks at the diner. Due tra le migliori ghost stories di sempre.

Belle anche queste della giovane Bush, comunque.

17 commenti:

Anonimo ha detto...

potrebbe essere una specie di "fantasma dell'opera"? senza però l'incendio..

Tic. ha detto...

Ti trovo criptico (senza offesa, eh...). COSA potrebbe essere una specie di "Fantasma dell'opera"?
Lasciati decifrare, dai...
Scrivi ancora.

Anonimo ha detto...

Io, che criptico non voglio essere, sbeffeggio 'sti americani con il nostro Premier che - e questa è STORIA - tentò di salvare la Repubblica (non mi riferisco al quotidiano) addirittura ricorrendo ad una seduta spiritica con tanto di "tavolino" e "piattino"... TIE'!

Tic. ha detto...

Io non sbeffeggio mai gli americani. Qualche americano in particolare, talvolta. Ma gli americani in generale, mai. Quanto al povero Romano Prodi, non era vera, quella cosa della seduta spiritica dove, raccontò qualcuno, saltò fuori il nome Gradoli. E' probabile invece che Prodi avesse contattato qualcuno dell'Autonomia Operaia bolognese. Autonomamente o su incarico di qualche maggiorente della DC. Da quegli ambienti uscì qualcosa su uno dei covi in cui Aldo Moro venne tenuto prigioniero dalle BR. I contatti diretti con certi ambienti non potevano essere confessati - evidentemente - e allora ci si inventò sta cazzata della seduta spiritica. Io la so così...

roberto, anzi... A Robberto ha detto...

Scusa se mi intrometto, caro "tic": ammetto di aver mai sentita la spiegazione che ho appena letta... certo è che se, per non sbandierare ai quattro venti certe frequentazioni, non si è trovato di meglio che l'espediente della seduta spiritica beh... forse era più credibile se ammettevano di aver trovato una traccia all'interno di un ovetto Kinder...

Tic. ha detto...

Ah, d'accordo con te...

barone von furz ha detto...

...secondo me i fantasmi all'interno della casa bianca sono stati uditi fare anche altri rumori, per i quali ci si aspetto subito dopo un lieve movimento del lenzuolo...

Tic. ha detto...

Riconosco, senza dubbio alcuno, la sua classe adamantina, caro Barone. La sua proverbiale eleganza.
E apprezzo il suo contributo alla discussione...

Dadini ha detto...

Sappiate che i fantasmi si manifestano (di recente quasi senza soluzione di continuità) anche in casa nostra...

roberto, anzi... a robberto ha detto...

Credo di aver capito chi si nasconde dietro il barone von furz...

Tic. ha detto...

Un raro gentiluomo. Lo sappiamo tutti.

Anonimo ha detto...

A tal proposito desidero ampliare i vostri orizzonti culturali e stuzzicar la vostra mente con un mito tutt'ora senza spiegazione. secondo una leggenda la più antica costruzione in pietra, risalente al neolitico, venne costruita da una sola persona che facendosi forza solo con un piatto di fagioli riuscì a spostare quei giganteschi massi..chi vuole formulare una prima ipotesi sul modo in cui sia riuscita nell'impresa?

Tic. ha detto...

Spetazzando con furore?

Caro anonimo, posso assicurarti che il Barone Von Furz,per come lo conosco, saprà apprezzare questa perla di erudizone...
Attendiamo pertanto con vivo interesse un suo prossimo intervento. Colto come il tuo, si spera.
Il mio blog è un blog per gente di classe e di cultura. Tende ad assomigliarmi, insomma.

barone von furz ha detto...

l'intervento di anonimo mi lascia completamente basito poichè scopro a quarant'anni di aver sbagliato tutto nella vita non avendo dato sfogo alle mie qualità che, avrebbero potuto far di me un gran impresario edile. Ed altresì stimolato dal pregevole e dotto post di anonimo, che ci dimostra quanto la Storia non sia solo conquiste, guerre e trattati ma anche momenti in cui l'Uomo ha saputo storicizzarsi con fatti poco nobili, non mi resta che ipotizzare il modo in cui quest'energumeno sia riuscito, con la sola forza del peto ad erigere tale dolmen. Si presume dunque che i fagioli del neolitico fossero altamente energetici, tali da favorire un'emissione gassosa capace d'innalzare a piacimento un masso precedentemente smussato da qualche schiavo. Quindi, delimitata un'area circolare o rettangolare, a seconda del posizionamento astrale, l'uomo dal sacro peto (così sembra era chiamato, da alcuni reperti in alfabeto cuneiforme)cominciava a petare innalzando di pochi centimetri l'enorme masso. Sotto di questo veniva posto immediatamente un fermo e così si procedeva a peti successivi finchè la pietra raggiungeva la posizione eretta. Poteva capitare che il lavoro s'interrompesse per qualche giorno poichè nell'impeto dello Sforzo l'uomo dal sacro peto faceva un'operazione non necessaria per quei rozzi uomini del neolitico: metteva, anzi...spargeva l'intonaco.Spero di essere stato abbastanza esauriente e sono disponibile,alla luce di nuove scoperte, rivedere le mie supposizioni.

barone von furz ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=1blE6Fb_qT8&mode=related&search=
...e qui potrete vedere la donna dal sacro peto...

Tic. ha detto...

Quando ho voluto questo blog era QUESTA la discussione che speravo di stimolare.
Il Barone Von Furz mi onora della sua presenza. La sua squisita cultura, unita ad indubbia intelligenza, porta a chiedersi: ma quando, quando verrà scritta l'opera definitiva sul modo in cui si è fatto uso del peto nel corso dei secoli? E non intendo solo in campo architettonico (vedi l'esempio portato da anonimo). Quando, ad esempio, sarà scritto qualcosa sulla portata sovversiva della flatulenza? Sull'uso POLITICO della flatulenza?

Pensate solo a quanto sarebbe dissacrante una gagliarda salva di peti ad inframezzare un discorso di, che so, Bossi, Fini, Berlusconi,Casini, Brambilla (nel caso della Brambilla sarebbe difficile evitare un effetto cacofonico: le cose che dice la signora in questione sono a stento distinguibili da una bella scarica di scorregge). Pensateci.
Anonimo, a questo punto, ha l'obbligo di dirci che ne pensa. E' anonimo che ha innescato questo interessantissimo dibattito. A lui (lei?) la parola.

Anonimo ha detto...

L'accuratezza con cui il Barone von Furz ha esposto la sua teoria mi lascia di stucco. La precisione nei dettagli mi spinge ad invitare gli scienziati a confutare o a confermare tale ipotesi con esperimenti da tenersi in laboratori preferibilmente areati..