lunedì 2 novembre 2009

L'operaio e lo zio Ho

Questa me l'ha segnalata mia moglie: l'ha trovata in un libro di Corrado Sannucci (giornalista sportivo del quotidiano la Repubblica), Lotta Continua - Gli uomini dopo, uscito per i tipi di Limina nel 1999.
Parla Franco Platania, “rivoluzionario in pensione”, operaio Fiat: «Ricordo durante un corteo interno, gridavamo il nome di Ho Chi Minh, dopo un po' venne un operaio a dirmi, va bene, io questo nome lo grido, ma si può sapere chi cazzo è?».




P.S.
Un altra cosa bella l'ho trovata io, a pagina 19: «Gli anarchici spagnoli dopo la sconfitta della Repubblica fuggirono in Francia e lì continuarono a fare i falegnami, in dignitoso e appartato silenzio. In Italia i rivoluzionari senza rivoluzione sono finiti nei talk show (...)».

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche i repubblicani senza La Malfa, anzi, con Giorgio La Malfa,sono un bel problema

luciano ha detto...

Per i repubblicani, passare da Ugo La Malfa a Giorgio La Malfa ha significato passare dall'azionismo e dal centro-sinistra a Berlusconi e alla destra.