giovedì 12 novembre 2009

Il disagio dei moderati

Beppe Fioroni del Pd – che, secondo il quotidiano la Repubblica, sarebbe molto critico «verso l'organigramma di Bersani» - avverte il Pd: “Attenti, il disagio dei moderati è un problema serio e le poltrone non c'entrano”.
Per capire quello che Fioroni vuole comunicare bisogna prendere in mano un buon vocabolario della lingua italiana.
Leggiamo.
Disagio: ovvero “mancanza di comodità”, oppure “fatica, privazione, imbarazzo”.
Moderato: in politica “chi rifugge dagli estremismi”, oppure “chi tende al compromesso, astenendosi da posizioni di rottura e da innovazioni troppo radicali rispetto agli schemi tradizionali”.
E adesso vediamo di ragionare un po'.
I moderati – che, come abbiamo visto, rifuggono dagli estremismi e da innovazioni troppo radicali - sono critici verso Pierluigi Bersani: se ne deduce – o almeno, io ne deduco - che Pierluigi Bersani deve aver assunto delle posizioni estremiste su qualche faccenda, negli ultimi giorni. Oppure che, rispetto a qualche altra faccenda, non deve essersi astenuto da posizioni di rottura troppo radicali per un moderato doc come Beppe Fioroni.
Ora la domanda è: su quali questioni, di grazia? Perché a me non risulta niente.
Bersani è ufficialmente il segretario del famoso Partito democratico dallo scorso sabato: se togliamo la domenica, fanno quattro giorni ad oggi.
Bene: che cosa può aver mai combinato, Bersani, di così estremista e radicale, in soli quattro giorni?
Risposta: ma nulla di nulla, ovvio.
Il neosegretario del Pd ha giusto rilasciato qualche intervista in cui si è limitato a ripetere le cose che andava dicendo nella sua campagna elettorale per le primarie.
Poi, e vabbé, vorrebbe trovare un posto nel partito a uomini e donne di sua fiducia – d'altra parte, avendo egli vinto le primarie, cosa ci si aspettava che facesse?
Quindi, per capire dove sta il bussillis, è alla definizione di disagio che dobbiamo andare: “mancanza di comodità”, si è detto. Oppure “privazione”.
Ora, sapendo che il moderato per antonomasia, in Italia, è il democristiano, proviamo a rileggere l'avvertimento a Bersani del democristianissimo Fioroni: “Attenti, la mancanza di comodità dei democristiani è un problema serio”.
Dunque le poltrone c'entrano eccome. E privare un democristiano di una poltrona è precisamente una posizione di rottura troppo radicale rispetto agli schemi tradizionali dei moderati italiani.
Concludendo, il disagio dei Fioroni è nato nel preciso momento in cui Bersani ha vinto il congresso del Pd.
Non doveva permettersi di farlo, quel brutto comunista senza dio...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Esegesi del testo:10 e lode.
Silvia

luciano ha detto...

Moderato sarà lei.
Ma è mai possibile che in questo paese di cialtroni, la parola "moderato" (in se e per se non certo un complimento....prova a dire a uno "lei è moderatamente intelligente"...) sia diventata un vanto?

Fabio Montale ha detto...

Il punto e' che a stare comodi non si combina niente. Anche la stipsi e' frutto della comodita' di seduta. Si caga meglio 'alla turca', in una posizione ad N. A stare comodi non si passa neanche un bel sabato imbre iuvante ("eccolo la', sul divano tutto il giorno; comodo lui...!").
La comodita' e' cazzeggiare parlando forbito e tornare a casa stanchi.
Che sabato!

A proposito: forza Janke

parola di verifica: dicious (you hit me with a dlower)

yodosky ha detto...

Janke alla corrida ora e subito.

A chi si riferisce parlando di "cazzeggiare parlando forbito e tornare a casa stanchi"??