venerdì 20 novembre 2009

Miracolo!


Oggi sto per entrare a scuola e sento due magnifiche mamme italiane che chiacchierano tra loro. Per una volta tanto, non dei loro pargoli...
Dice una: "Hai sentito che fanno santo Wojtyla?”.
Risponde l'altra: "Era ora, guarda, era ora! Se lo meritava!".
E io allora penso che, oltre all'influenza suina, ci dev'essere in giro, nel Paese, un fortissimo bisogno di santità. E trovo tutto ciò confortante anziché no, coi tempi che corrono.
Sull'aureola sacra di Karol Wojtyla proprio ieri è uscita, sul mio quotidiano di riferimento, un'intervista al cardinale Javier Lozano Barragán (lo conoscete? Un vero mostro di carità cristiana. Per dire, “se Beppino Englaro ha ammazzato la figlia Eluana allora è un omicida”: così dichiarò quando Eluana Englaro venne lasciata andare), che poi sarebbe 'sto tizio qui sotto, con la faccia che pare disegnata da Jordi Bernet.

Sostiene, Lozano Barragán, di essere stato testimone di un miracolo di Wojtyla avvenuto quindici anni prima della sua morte e che perciò Giovanni Paolo II era «già santo quando era vivo».
Gli chiedono come faccia ad affermarlo ed egli a domanda risponde: «Ho assistito a un miracolo di Wojtyla in Messico, il 5 maggio 1990. Allora ero vescovo di Zacatecas. Prima di salire sull'aereo per rientrare in Italia una mamma gli presentò il suo bambino malato di leucemia, secondo i medici inguaribile. Il Papa gli si inginocchiò davanti, lo baciò e lo benedisse, dicendogli di liberare una colomba». E poi cosa successe? «Dopo circa un mese, il padre del bambino, noto anticlericale, mi portò due foto del bambino dicendomi che era completamente guarito».
Una storia bellissima, davvero commovente.
E il passaggio sul padre del bimbo miracolato, «noto anticlericale», trovo sia un tocco di classe purissima, che lascia ammirati. Siamo dalle parti di Clifford T. Hampstead da Portland, Oregon, che, per non aver preso sul serio la catena di Sant'Antonio, ha visto suo figlio Jerome morire colpito in fronte da una berta spaccablocchi e sua figlia Magdalene, detta Meg, impazzire dopo aver inavvertitamente bevuto birra con trielina.
Roba seria, insomma.



P.S.
Esattamente vent'anni fa moriva Leonardo Sciascia, scrittore. Anzi, illuminista: checché se ne dica.
Il suo sguardo, la sua intelligenza, le sue parole, il suo coraggio, sarebbero molto utili, oggi come oggi, a questo Paese devastato.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Il discorso delle mamme non mi stupisce, se solitamente non si puo' discutere coi cattolici praticanti ancora meno lo si puo' fare se tocco l'argomento "papa Wojtyla" (perfino con i non praticanti). Ratzinger ha vissuto di rendita per un bel po'..

yodosky ha detto...

La fine della catena di Sant'Antonio mi ricorda la parabola della povera Mildred di guzzantiana memoria, mentre la guarigione di Woyila mi fa venire in mente il tocco infernale che veniva narrato ne "L'uomo che fissa le capre".
"Gli ha dato un colpo in fronte ed è morto".
"Così, di botto?".
"No, no, dopo 15 anni".

yodosky ha detto...

La parabola del cieco: un cieco era molto triste e soferènte. Un giorno sapeva che c'era nelle vicinanze il Signore che predicava, allora aspettò fuori e quando è il momento si mette a pregare: «Signore, Signore, ti prego! Salvami, ridammi la vista, ti prego, ti prego», e si mette a seguirlo per strada. «Ti prego, ridammi la vista», e allora ha ha ha ha perché questo è anche un libro divertente! Lo pregava hi hi ti prego guariscimi, ha ha scusatte. E dopo due giorni quello si gira e gli dice: «Ma che vuoi da me?», perché ha ha ha quello non era il Siniore, aveva seguito 'n'altra persona ha ha ha. E allora il cieco, per la disperazione, comincia a menare bastonate di qua e di là. E prende in faccia la povera Mildred che per il contraccolpo finisce all'inferno dove le fiamme la bruciano con questa lava che gli brucia tutto, non gli resta neanche la lingua per dire: «Ma stavolta che c'entro io?». Povera Mildred...

luciano ha detto...

Davanti a roba come questa, io cristiano valdese mi dico davvero: "ma che c'entro con i papisti?" In fondo siamo due fedi profondamente diverse.
Altra cosa (che non c'entra però forse c'entra): mi sa che i nostri due blog sono stati tra i pochissimi (non solo blog ma anche giornali, tv eccetera) a ricordare l'anniversario di Sciascia.