sabato 11 luglio 2009

Parole celebri dalle mie parti (n.65)


"Lei mi dice di scrivere anche solo per me stesso. Ma non si scrive mai per se stessi; si scrive sempre per gli altri o almeno per UN ALTRO. Scrivere vuol dire confessarsi, e ci si confessa per avere l'assoluzione."

(Umberto Saba. Dalla lettera al dottor Edoardo Weiss del 6 aprile 1949)

9 commenti:

Fabio Montale ha detto...

Aveva ragione Saba. E aveva ragione l'analista. Per comprendere un problema personale bisogna prima perdonare se stessi. Questo un analista lo sa. E anche un ex paziente ;-)

alessandro perrone ha detto...

Scusa la divagazione, in considerazione di un evento luttuoso di dimensione mondiale, mi sarei aspettato una qualche commemorazione del defunto Robert Strange McNamara, personaggio che credo sia nel Panteon dei tuoi miti liberali: anticomunista, antisovietico, anticastrista, uomo tutto di un pezzo, che probabilmente ci ha salvati dalla catastrofe nucleare. Cultore di Von Clausewitz, metteva il primato della politica davanti a tutto, anche la guerra, certo non uno di questi politicastri di oggi, impauriti da primo generaluccio di turno.

tic ha detto...

Proprio nel pantheon no, ma insomma...
Giocò assai male le sue carte sul Vietnam.
Benissimo, invece, quelle sulla crisi di Cuba: se non c'è stata una guerra USA/URSS lo si deve in parte a lui e al suo sangue freddo (e ai suoi coglioni di marmo).

Io sono un grande ammiratore del presidente Lyndon B. Johnson (nonostante il Vietnam...).
Prima o poi scriverò qualcosa su di lui.

yodosky ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
yodosky ha detto...

Lyndon Johnson? Quello che ha ucciso Kennedy?

alessandro perrone ha detto...

Trepido nell'attesa del nuovo post su Johnson, ci sarà da menare le mani, sui tasti naturalmente, sto già affilando le scimitarre dalla mia nuova jihad telematica.......NA juriiissss!


PS. Mi faccio paura da solo....

Fabio Montale ha detto...

@ yod: no, Kwesi, quello che fa reggae

luciano ha detto...

Su Johnson, ha scritto una cosa micidiale Garth Ennis (geniale autore di fumetti), in Preacher. In una sequenza, viene raccontata una scena truculentissima, grottesca, macabra, irreale e fortissimamente simbolica: dopo l'assassinio di John Kennedy, sull'aereo che ne stava riportando la salma a Washington, Johnson scopa JFK penetrando il buco del proiettile foonsonel cranio e insultando il presidente morto.

yodosky ha detto...

Solo coincidenze? Noi di Voyager pensiamo di no.