mercoledì 15 luglio 2009

À la guerre comme à la guerre

La notizia è uscita ieri.
A Torino, in corso Rosai 44, ci sono due palazzi che si fanno la guerra.
Due palazzi e un cortile in comune, che qualcuno vorrebbe fosse diviso da un muro.
Nei giorni scorsi è stata tirata su una bella rete di recinzione, tanto per far capire che aria tira e dove si vorrebbe andare a parare.
«Non vogliamo più che i bambini degli alloggi popolari vengano dalla nostra parte», dice chi sostiene il muro.
«Non ci vogliono perché loro sono proprietari e noi siamo affittuari», rispondono quelli dell'altra parte.
Questo il livello dello scontro.
Più che alle beghe siamo alle leghe da cortile, insomma.

L'Italia è bella che andata, miei cari. Andata.
Solo un passo più in là ci sono le visioni del Ballard de Il condominio (High Rise, 1975).
Leggetelo, se non l'avete ancora fatto. Leggetelo e poi mi direte.

11 commenti:

Giulia ha detto...

Si dice che criticare il presente e trovarlo sempre peggio del passato sia tipicamente umano. Anche gli antichi romani lamentavano la corruzione dei costumi in cui vivevano rimpiangendo i tempi andati. Questa cosa però non mi convince del tutto: mai come in questa manciata di anni mi pare che stiamo andando a rotoli.
Lo penso soprattutto dopo aver letto un articolo sull'ultimo numero di Internazionale, quello sui campi di prigionia in Libia per gli immigrati respinti in mare italiano.
Perciò concordo, l'Italia è andata. Non so neanche quanto sia durata, dal tempo in cui ho maturato una coscienza consapevole ad oggi. Ma puzza di pesce marcio già da un po'.

Mammifero bipede ha detto...

Quel Ballard dovrei averlo nell'edizione di Urania ("Condominium"), ma non so se adesso ce la faccio a leggerlo.
E' uno dei pochi scrittori che veramente "mi ammazza".
"Deserto d'acqua" continua a darmi gli incubi da almeno vent'anni.

L'Italia è andata? Secondo me non è mai davvero nemmeno arrivata.

Giulia ha detto...

Sì, appunto, mi sembrava di non avere molti ricordi storici o autobiografici del genere...

d.l. ha detto...

ciao. cercavo in giro altri "scandalizzati" da questo raccontino un po' agghiacciante e ti ho trovato.
Peraltro, visto da quiggiù dove io vivo (e da una che si occupa di urbanistica), il raccontino è ancora più tremendo, ché uno vede Torino come un avamposto, quanto a politiche di inclusione.
Che tuttavia non sembrano avere effetti diffusi (o durevoli: non saprei)

Peraltro, non vedo in giro molti scandalizzati. E ho trovato perfino una lunga argomentazione pro-muro.
Che dire? Forse davvero l'Italia è andata. Mi procurerò Ballard (che non ho letto).

ps. Intanto, bel blog: (tempo permettendo) torno a trovarti

tic ha detto...

Grazie.
Se tu tornassi mi farebbe piacere.
Ci conto...

alessandro perrone ha detto...

Certamente stiamo andando a rotoli e non siamo neppure arrivati alla fine; la situazione è oggettivamente pessima, però anche negli anni '60' Torino era una delle capitali del razzismo, allora anti-meridionale, poi entro la fine del decennio e fino all'80 è stata una delle capitali dell'Italia democratica. La città di Diego Novelli.
Non diamo tutto per scontato, non molliamo la presa, continuiamo a indignarci e a farlo sentire ad alta voce, non siamo così pochi come vogliono farci credere.

luciano ha detto...

Una storia allucinante e grottesca. Peccato che non ci sia più Dino Risi a raccontarla. Pensa a Gassman nella parte del costruttore del muro, a Villaggio in quella del povero, a Tognazzi come giudice di pace corruttibile...

Mammifero Bipede ha detto...

"Voglio un muro intorno a me in cui chiunque non sia me non possa entrare".

riccardo uccheddu ha detto...

Quel che è tragico, è che storiacce come questa si stanno moltiplicando.
Ne ho sentita qualcuna anche a Cagliari.
Tutti quanti attaccati alla loro casetta piccola-piccola o anche grande-grande, per quel che importa... e tutti divisi per far regnare meglio gli squali che ci sbranano ogni giorno coi loro dannati denti d'oro!
Ma concordo con Alessandro: continuiamo a farci sentire ad alta voce.
@ Alessandro: ho riperso la tua mail, me la rimandi?
@ ciao ai padroni di casa Tic&Yodosky

Manfredi ha detto...

di Ballard ho letto solo Crush e ne sono rimasto sconvolto, ho bisogno di tempo per leggerne un altro!

francesco ha detto...

diceva Gassman : un grande avvenire dietro le spalle. Perfetto per il nostro paese, vero?