domenica 17 maggio 2009

Il campione della nostra fede


Secondo il Bokassa del Viagra l'Abruzzo è una terra bellissima dove il passato ha lasciato il segno e infatti “il nostro filosofo Croce ha detto che in Italia non possiamo non dirci cristiani. Nei 49 comuni toccati dal sisma ci sono più di 500 chiese, ogni duecento o trecento metri si vede un segno che testimonia la nostra civiltà cristiana”.
En passant
vi dico che mi sono definitivamente rotto i coglioni di vedere il povero Benedetto Croce citato a sproposito dai nostri liberali alle vongole. Questa cosa del "non possiamo non dirci cristiani" andrebbe un po' contestualizzata, diciamo così. Cerco di farlo velocemente.

Nel 1942 Santa Romana Chiesa aveva cominciato a prendere le distanze dal Fascismo (proprio nel momento in cui avevano cominciato a farlo gli italiani, bombardati in casa loro dagli Alleati e massacrati sui fronti di guerra: quando si dice il caso, no?). Il regime aveva reagito con furiosi attacchi della sua stampa. Croce - che sapeva benissimo quanto fosse rilevante, in Italia, l'orientamento politico della Chiesa cattolica – si buttò a difendere il Papa e i preti. Gli rispose Giuseppe Bottai con un articolo dal titolo velenosissimo, Benedetto Croce rincristianito per dispetto. Ora, come ha scritto Ruggiero Romano in Paese Italia, “Croce non era «rincristianito» per niente. Molto più semplicemente, egli aveva voluto ricordare che si ha un bel dichiararsi (o financo essere) laici, atei, libertini: non per questo ci si toglie di dosso venti secoli di cristianesimo”. Tutto qua.

Attendendo che qualcuno di questi liberali da avanspettacolo si ricordi, una volta o l'altra, delle parole con cui Benedetto Croce respinse il Concordato lateranense del 1929, intanto lo faccio io: “Accanto o di fronte agli uomini che stimano Parigi valer bene una messa, sono altri pei quali l'ascoltare o no una messa è cosa che vale infinitamente più di Parigi, perché è affare di coscienza. Guai alla società, alla storia umana, se uomini che così diversamente sentono le fossero mancati o le mancassero!”. Croce era pure questo, volendo.
Ciò detto, il richiamo alla coscienza cade a proprio a fagiolo, così posso ritornare alle parole pronunciate ieri a Mosca dal Bokassa del Viagra che di coscienza è del tutto sprovvisto come sanno persino i miei gatti.
Secondo il papi di Noemi, tenere il G8 in Abruzzo è un modo per dare un “riconoscimento chiaro delle nostre origini e della nostra comune comune civiltà cristiana” in un momento in cui “ci sono dei rapporti, che dobbiamo cercare di migliorare, fra il mondo cristiano e quello musulmano”.
Bellissime parole, nevvero? Immagino come saranno state accolte da Papa, cardinali, vescovi e pretaglia assortita. E la civiltà cristiana, e l'Italia come terra cristiana, e le radici cristiane del popolo italiano, e le radici cristiane dell'Occidente: musica per le orecchie di quel simpaticone di Ratzinger.
D'altronde, si capisce: son tutte cose decisamente più serie e importanti dell'affaire Noemi. E pure, diciamocelo, di tutti quegli immigrati "senza arte né parte" (così Berlusconi) che sono stati rispediti in Africa da Maroni con un bel calcio in culo.

“Alla Chiesa importa molto dei comportamenti privati, ma tra un devoto monogamo che contesta certe sue direttive ed uno sciupafemmine che le dà invece una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupafemmine”. Così il senatore Cossiga - uno che se ne intende non poco, di certi ambientini - qualche giorno fa.
Un pensiero affettuoso ai cattolici adulti...

8 commenti:

Zimisce ha detto...

bel post, davvero. e prodi con il gelato è quasi commovente.

non c'entra niente ma... ce n'è uno nuovo, fioccato giusto oggi dalle parti mie:

gestione reclami via barona,12-20142 milano

cosa significherà quel numero misterioso?

20142...

sarà l'anno della fine del mondo?

luciano ha detto...

Nemmeno io riesco a tollerare i populisti illiberali che si autoproclamano, viso che non costa nulla, libbberali. Quando uno come Berlusconi dichiara di richiamarsi a Popper, a me girano le balle e dal dolore ai testicoli mi viene pure da vomitare. Così mi accade anche quando i capi e capetti della destra italiana (gente totalmente a/morale) si genuflette davanti al Papa & C per difendere i valori supremi della famiglia cristiana. Come dice Travaglio: Berlusconi ama tanto la famiglia che ne ha almeno due.
Io aggiungerei: Berlusconi ama tanto la cultura che la lascia agli altri. Basti vedere l'uso del tutto improprio che ne fa, lui (più grosso editore italiano) che si vanta di non aver letto un romanzo negli ultimi 25 anni.

Mammifero bipede ha detto...

La cosa tragica è che questa classe politica non è diversa da quelli che la votano. Morto un Berlusconi se ne farà un altro, il problema sono proprio gli italiani, non chi li governa.
Berlusconi è "cattolico" esattamente come chi lo vota, ovvero per niente ma fingendo di esserlo.

tic ha detto...

Il guaio è che nessuna tragedia potrà mai salvarci.
Nessuna catarsi, quindi.
Sprofondare, si sprofonderà. Alcuni, dalla vergogna.

Adespoto ha detto...

Intanto un noto concittadino ora trapiantato in milano non torna più a prendere premi in queste desolate lande.
Delusi?
Proprio non ne vogliamo parlare?
:-)

yodosky ha detto...

Son d'accordo. Parliamone, ostia. Qua si cerca di mettere a tacere la verità.
Vergogna!

riccardo uccheddu ha detto...

Vergona, rabbia e tantissimo schifo. Che altro si potrebbe provare?!
Cianciano di una fede che non hanno o che se hanno, non conoscono.
Ce li vedete, certi personaggi, a leggere (elenco ridotto all'osso) la Bibbia, Tertulliano, S. Girolamo, S. Agostino, S. Anselmo D'Aosta, S. Tommaso, Abelardo, Pascal, i decreti del Concilio Vaticano II ed il nuovo codice di diritto canonico?
Ce li vedete a far digiuno ed astinenza, ritirarsi in preghiera, restituire il maltolto ecc.?
A 'sta gente calzano a pennello le parole di Cristo: "Avete fatto della casa del Padre una spelonca di ladri!"
Ed è stato anche gentile...

Giulia ha detto...

Concordo col Mammifero. Il trasformismo è la nuova tattica vincente della nuova classe politica che ha vinto le elezioni.
Anche se non mi dispiacerebbe, pur sapendo che arriverebbe un altro papa, veder morire questo qui (e, volendo, parlo di tutti e due i papi, quello che sta al governo e quello vero)