martedì 27 maggio 2008

Capitani coraggiosi non percepiti

Ultimamente il signore qui sotto è stato molto facondo...

Ne ha dette tante, insomma.
Alcune mi garbano, altre no.
Quella di ieri l'altro mi è piaciuta assai, devo dire.
Perciò la riporto: “E' ora che gli immigrati abbiano diritti politici. Un 10/15% della forza lavoro in Italia non ha rappresentanza: la nostra è diventata una democrazia del censo?”.

Come sarebbe bello, dico io, se il Partito Democratico decidesse di combatterla veramente, la battaglia per dare i diritti politici agli immigrati.
Di combatterla con passione, intendo... A viso aperto. Semplicemente perché è giusto farlo. Senza star lì tanto a menarsela con dubbi e interrogativi del cazzo (del tipo: “Ma saremo capiti dal popolo? Eh? In questo modo non staremo forse dichiarando guerra al popolo?”).

Il signore di cui sopra ha detto poi che il Partito Democratico “deve avere una visione del futuro e alimentare le passioni e le speranze. Un riformismo senza valori è ingegneria sociale”.
Io sottoscrivo.
Battersi per i diritti degli immigrati, secondo me, aiuterebbe molto ad avercela, uno straccio di visione del futuro.
E alla fine, poi: ci chiamiamo Partito Democratico per qualcosa o no?
Intendo: noi, proprio noi, noi più di altri (nomen, omen, nevvero?), dovremmo prenderla sul serio, molto sul serio, la democrazia. Mi dicono dalla regia.

Ma non sono granché ottimista, sapete?
Il problema è che il PD ha un gruppo dirigente che prima chiede ai sondaggisti e ai massmediologi (esistono, sembrerebbe) poi, semmai, vediamo, ecco, forse, sai, la gente, in questo momento, una battaglia del genere, ecco, è pronta, la gente? Ma non saranno altre, le battaglie da combattere prima di questa? Non dovremmo forse, ecco, cosa dice Klaus Davi? Eh? Cosa dice la SWG? In questo momento - perché la politica, sai, è qui ed ora, alla fine. E' sempre e solo qui ed ora salvo lamentarsi poi, in qualche convegno, che ormai non esistono più i pensieri lunghi, signora mia. E nemmeno le mezze stagioni - in questo momento, ecco, la gente, sarà pronta? Ce lo chiediamo, insomma, qual è il percepito della gente? Perché uno che fa politica se lo deve chiedere sempre, qual è il percepito. Pena l'irrilevanza: e non devo aggiungere altro, spero...
Ecco, e allora chiediamoci: che cosa potranno mai percepire, gli italiani, di una battaglia del genere? Combattendola, insomma, saremmo in sintonia col loro percepito o no? Eh? Non rischiamo di perdere voti, chiedendo i diritti politici, nientemeno, per gli immigrati?

E' così che son fatti, si.
E mi dispiace, mi dispiace davvero: ma per combattere la battaglia di cui diceva quello, ecco...
Vista l'aria che tira, ed è una bruttissima aria, ci vorrebbero innanzitutto dei capitani coraggiosi.

Solo che, beh... Siamo momentaneamente sprovvisti, mi pare.

5 commenti:

Adespoto ha detto...

Molte lodi Mr. Tic
Il pezzo è ben scritto, e l'argomento mi è caro.

La questione del suffragio è fondamentale per una qualsiasi democrazia, per attenuare la tendenza alla produzione di oligarchie o di false rappresentanze.

Anche la frequente coincidenza tra immigrati come gruppo etnico e immigrati come area (classe) di censo dà il senso della condizione di negazione della universalità nella pratica della democrazia.

Eppure il problema viene affrontato sempre in rapporto con l'immigrazione come problema di ordine pubblico.
Anche in questo c'è una somiglianza storica con il problema del suffragio di censo.

P.S: Complimenti per il locus Mr. Tic, molte cose interessanti, direi che avremo modo di rileggerci presto!

Zimisce ha detto...

Sad but true, cantavano i Metallica nei loro anni d'oro, mestri, sad but true...

Tic. ha detto...

Ma certo che è vero.
Io li conosco bene, i miei polli.

Francesco ha detto...

Ti fai mentore di un problema che solo chi non lo comprende, come te, ne può parlare con un'enfasi caritatevole e conciliare. Ancor prima della scrittura dei diritti per gli emigrati, bisogna innanzitutto valutare se si è a conoscenza de l'esatto problema nella sua specificità territoriale; cioè avere cognizione delle cause che lo hanno determinato e qual'è il motivo per cui - nel suo Paese - nessuno se ne cura. Senza prendere in considerazione questi aspetti, il problema de l'immigrazione, fra breve, ci esploderà tra le mani, senza che si potrà fare alcunché per frenarlo.
Ma, perché questa gente fugge dal loro Paese? Quale sono le nazioni dalle quali fuggono maggiormente questi disperati?
Non si può (e non è vero che il popolo che vota a sinistra approvi
questo diritto al voto)pensare a dei diritti politici, quando sappiamo che queste persone si sono ritrovate tali(persone), solo ora, in Italia; in quanto per decenni, dalla nascita, non ne hanno saputo niente di politica, di diritti, di democrazia, ma hanno vissuto da esseri subnormali, nei loro paesi, schiavi e sfruttati, e solo ora iniziano a prendere coscienza di se stessi e di quello che giustamente hanno diritto d'aspirare in un paese democratico. Certo, questo diritto verrà, ma è anche giusto che avvenga con una formale e sostanziale presa di coscienza dei doveri che si dovranno assumere per convivere in un consorzio umano con le sue leggi da rispettare e con i diritti da poterne usufruire.
Dire che "...dare i diritti politici agli immigrati... semplicemente perché è giusto farlo" è solo un strada verso un'utapia già percorsa nel passato e sconfitta dal popolo stesso.
Questa povera gente, al 98% dei casi, proviene da paesi di religione musulmana, ebbene, perchè nessuno dei nostri mentori, amanti dei diritti umani,della democrazia e dei suffragi popolari, non ha mai pensato di andare a chiedere spiegazione sotto alle loro ambasciate, perché permettono a queste persone di emigrare o di morire per strada, per raggiungere un paese europeo?
Nei miei 22 anni passati nel Corno d'Africa e nei paesi medio orientali, ho visto più aerei carichi di armi - provenienti da L'Arabia Saudita, Libia ed Iran - che quelli (che non ho mai visto) di derrate alimentari, o meglio, di Progetti per stimolare la crescita di quei paesi, loro correligionari.
Le varie Jihad, i Fratelli Musulmani, il Fronte Islamico di Salvezza,il Polisario,i ribelli del Maghreb, le Corti islamiche, sono tutte istituzioni rivoluzionarie Islamiche che invece di cercare la mediazione dei potenti paesi islamici petrolieri - loro amici -, richiedono ad essi solo armi ed esplosivi, uccidendosi tra loro per determinare la leader ship del paese, mentre una parte della popolazione fugge in modo incontrollato perché non ha più punti di riferimento della vita.
Se islamici si uccidono tra islamici, ed altri paesi islamici vicini inviano armi a quelli che uccidono la popolazione islamica, cosa pensiamo che facciano quei
"pochi rimasti"? Vengono in Italia.
Grazie a l'Arabia Saudita, Libia ed Iran!

Francesco ha detto...

Ti fai mentore di un problema che solo chi non lo comprende, come te, ne può parlare con un'enfasi caritatevole e conciliare. Ancor prima della scrittura dei diritti per gli emigrati, bisogna innanzitutto valutare se si è a conoscenza de l'esatto problema nella sua specificità territoriale; cioè avere cognizione delle cause che lo hanno determinato e qual'è il motivo per cui - nel suo Paese - nessuno se ne cura. Senza prendere in considerazione questi aspetti, il problema de l'immigrazione, fra breve, ci esploderà tra le mani, senza che si potrà fare alcunché per frenarlo.
Ma, perché questa gente fugge dal loro Paese? Quale sono le nazioni dalle quali fuggono maggiormente questi disperati?
Non si può (e non è vero che il popolo che vota a sinistra approvi
questo diritto al voto)pensare a dei diritti politici, quando sappiamo che queste persone si sono ritrovate tali(persone), solo ora, in Italia; in quanto per decenni, dalla nascita, non ne hanno saputo niente di politica, di diritti, di democrazia, ma hanno vissuto da esseri subnormali, nei loro paesi, schiavi e sfruttati, e solo ora iniziano a prendere coscienza di se stessi e di quello che giustamente hanno diritto d'aspirare in un paese democratico. Certo, questo diritto verrà, ma è anche giusto che avvenga con una formale e sostanziale presa di coscienza dei doveri che si dovranno assumere per convivere in un consorzio umano con le sue leggi da rispettare e con i diritti da poterne usufruire.
Dire che "...dare i diritti politici agli immigrati... semplicemente perché è giusto farlo" è solo un strada verso un'utapia già percorsa nel passato e sconfitta dal popolo stesso.
Questa povera gente, al 98% dei casi, proviene da paesi di religione musulmana, ebbene, perchè nessuno dei nostri mentori, amanti dei diritti umani,della democrazia e dei suffragi popolari, non ha mai pensato di andare a chiedere spiegazione sotto alle loro ambasciate, perché permettono a queste persone di emigrare o di morire per strada, per raggiungere un paese europeo?
Nei miei 22 anni passati nel Corno d'Africa e nei paesi medio orientali, ho visto più aerei carichi di armi - provenienti da L'Arabia Saudita, Libia ed Iran - che quelli (che non ho mai visto) di derrate alimentari, o meglio, di Progetti per stimolare la crescita di quei paesi, loro correligionari.
Le varie Jihad, i Fratelli Musulmani, il Fronte Islamico di Salvezza,il Polisario,i ribelli del Maghreb, le Corti islamiche, sono tutte istituzioni rivoluzionarie Islamiche che invece di cercare la mediazione dei potenti paesi islamici petrolieri - loro amici -, richiedono ad essi solo armi ed esplosivi, uccidendosi tra loro per determinare la leader ship del paese, mentre una parte della popolazione fugge in modo incontrollato perché non ha più punti di riferimento della vita.
Se islamici si uccidono tra islamici, ed altri paesi islamici vicini inviano armi a quelli che uccidono la popolazione islamica, cosa pensiamo che facciano quei
"pochi rimasti"? Vengono in Italia.
Grazie a l'Arabia Saudita, Libia ed Iran!