giovedì 6 marzo 2008

Che cos'è, il genio?


Chi ha memoria di questa magnifica presa per i fondelli architettata dalle forze de IL MALE?
Grandissimo poi Tognazzi (gli sia lieve la terra), che si prestò volentieri.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

All'epoca del Male, avevo ventitre/ventiquattro anni (io sono del '54). E dunque me la ricordo bene, quella stagione. Per chi non ha vissuto i cupi Settanta, le BR, le violenze di piazza, le bombe a Brescia e la strage dell'Italicus e la strage di Bologna, le aggressioni, l'assassinio di Moro e della sua scorta, la P38, la P2, il golpe in Cile, le spranghe, la droga che stava mietendo le prime vittime...alcune copertine del Male possono sembrare solo dissennate e irresponsabili, sciagurate. Ma non era così. Rappresentavano un modo per dire NO a quell'orribile clima che rischiava di stritolare l'Italia tra il sangue da una parte e il conformismo dall'altra, tra la demenza degli uni e il grigiore degli altri.
E allora quegli sberleffi falsi, i colori acidi del geniale Pazienza, le vignette cattivissime, le provocazioni erano una maniera per rivendicare il diritto a uno spazio differente.
Io stavo con il PSI, con la componente di sinistra del vecchio Riccardo Lombardi, ero contrario al compromesso storico tra DC e PCI, ero orripilato dalla violenza dei brigatisti e dei fascisti, dalla mostruosa spirale di sangue e di morti. E provavo simpatia per chi (come quelli del Male) volevano sfuggire alla truffaldina trappola che diceva "se non sei con DC/PCI sei oggettivamente contro la democrazia".
Un saluto da luciano / Idefix
http://lucianoidefix.typepad.com/

L'Uomo Tigre ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=RG2FQ6M43Vo

Zoro.. non sarà genio, ma ci si avvicina

Fabio Montale ha detto...

Sono un '67. Di tutto cio' che lei cita io ho vissuto solo l'aneddotica dei fatti e dei commenti domestici.
Grazie quindi per la sua testimonianza.
Del male ricordo gli sponsor sulla tuta da sci di wojtyla:
- collirio Alfa, anche l'occhio di Dio vede di piu'
- benzina vaticana, vai come un dio e non paghi una madonna