"Ognuno è l'imbecille di qualcun altro."
(Gustave Flaubert)
Avviso ai naviganti: blog vagamente di sinistra. Quindi molto (ma veramente molto, ostia!) distante dal popolo. Snobismo a pacchi, dunque: avrete inteso...



E' tutto vero, sapete... Parola più, parola meno. Io praticamente ho solo tradotto il dialogo dal nostro meraviglioso dialetto (il dialetto più bello che ci sia, ostia di un'osteria!) in fiorentino.
P.S.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sulle intercettazioni se n'è uscito così: "In Italia ci sono 100mila persone intercettate".
Eh, no: non sei l'Istat. Fino a ieri facevi il maggiordomo in casa Berlusconi, oggi sei un ministro della Repubblica.
Solo che tic, faziosissimo come al solito, segue pure Carlo Bonini, che su la Repubblica di oggi scrive: "Se le si incrocia con i dati statistici più aggiornati (fonte lo stesso ministero della Giustizia), le parole del ministro sembrano uscirne rafforzate. I numeri dicono che, nel 2007, nel nostro Paese le utenze intercettate sono state 124 mila 845, quattro volte quelle autorizzate nel 2001, e che questo "ascolto", diventato ormai, nelle routine delle procure della Repubblica, "principale strumento di acquisizione della prova", è costato alle casse dello Stato 224 milioni di euro. E tuttavia i numeri sanno essere bugiardi. Come ogni addetto - magistrato, investigatore o avvocato che sia - sa ed è pronto a spiegare, il numero di utenze intercettate non equivale ad altrettanti cittadini sottoposti a controllo. In un'indagine penale, uno stesso indagato è intercettato su più utenze: abitazione, ufficio, telefonia mobile. Soprattutto, come la routine giudiziaria documenta, non esiste ormai indagato appena avveduto che non cambi con frequenza settimanale la propria o le proprie schede telefoniche cellulari. Quel primo numero, dunque - 124.845 - racconta di una popolazione di ascoltati meno fitta di quel che appare. Verosimilmente inferiore agli 80 mila indagati, meno dello 0,2 per cento della popolazione del nostro Paese".
Diceva Joseph Pulitzer: "Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile".
"Non so nemmeno se sono iscritto al Pd. Diciamo che sono un simpatizzante".
Ma, con Michelangelo Antonioni, Risi fu ancora più cattivo ne Il sorpasso, quando mise in bocca a Bruno Cortona (Vittorio Gassman) le seguenti parole: "Hai visto L'eclisse? Io ci ho dormito. Una bella pennichella. Bel regista Antonioni. C'ha una Flaminia Zagato. Una volta sulla Fettuccia di Terracina m'ha fatto allungà il collo".
Al che uno magari si domanda: "Ma se lo poteva proprio permettere, Dino Risi, di dire certe cose?".