mercoledì 14 aprile 2010

Una cosa da ridere


Oggi, dalle colonne di Repubblica, Massimo Cazzari, ops... volevo dire Cacciari, il famoso filosofo veneziano, ha spiegato per l'ennesima volta al famoso Partito democratico, anzi alla sinistra tutta, come fare a vincere nel Nord Italia, «perché la sinistra ha il problema del Settentrione d'Italia. Un posto dove non conta più».
E ha attaccato tutti, Massimo Volevo Dire, a cominciare da Romano Prodi che in questi giorni ha lanciato l'idea del “Pd federale” e «che dovrebbe vergognarsi di parlare adesso», per finire ai soliti D'Alema, Rutelli, Fassino che pure loro, naturalmente, «dovrebbero vergognarsi», signora mia!
Secondo Cacciari «in politica servono le idee giuste, ma ci sono anche dei tempi da rispettare. E il tempo quei signori lo hanno lasciato trascorrere da almeno 15 anni. Vuole che le faccia l'elenco di tutti gli allarmi inascoltati?», chiede all'intervistatore che, sventurato, gli risponde «proviamoci. Li ricorda tutti?».
«Eccome, a cominciare dal 1995 quando radunai a Venezia D'Alema, alcuni sindaci leghisti e il mio amico Giorgio Lago, allora direttore del Gazzettino. La Lega aveva appena rotto con Forza Italia e se avessimo continuato con quel dialogo non sarebbe mai tornata con Berlusconi. Occorreva però una struttura politica che seguisse il Nord e che si infilasse come un cuneo tra Forza Italia e il Carroccio. Crede che mi abbiano dato retta?».

«Poi che cosa è successo?».
«Nulla. Ad ogni tracollo ci riunivamo, rilanciavamo l'idea, la chiamavamo Ulivo, nuovo partito, persino Pd del Nord, la offrivamo ai vertici nazionali, ma dopo non accadeva nulla. Nel 2001, con la sconfitta di Rutelli, ne riparlammo io e Aldo Bonomi con Prodi e Fassino e proponemmo il modello del partito socialista catalano, federato con quello nazionale. Ci furono persino delle riunioni con Chiamparino e con Penati: anche in quel caso invano. L'ultima volta è avvenuto dopo la vittoria di Berlusconi nel 2008. Si avviò il coordinamento dei segretari regionali del Nord: si è riunito una sola volta, poi basta. Una cosa da ridere».
Massì, è tutto da ridere! Il Massimo Cacciari che oggi spiega al Pd come vincere al Nord è lo stesso Massimo Cacciari che, nell'anno 2000, venne candidato dal centrosinistra alla guida della Regione Veneto contro Giancarlo Galan e che fu poi sconfitto...
Se non ricordo male: Galan 54%, Cazzari 38 e qualcosina (c'era pure Fabrizio Comencini, ex leghista in rotta col Bossi, che non ricordo quanto fece).
L'intervistatore di Repubblica, Ettore Boffano, evidentemente impressionato dalla veemenza oratoria dell'intervistato («Arrabbiato? Io userei il turpiloquio, ma so già che lei non lo riporterebbe»), dimentica di rammentargli quella sua vecchia, splendida performance. Si può capire, comunque, che il nostro, modesto come al solito, abbia rimosso.
Io, in ogni caso, non ho rimosso una magnifica intervista da lui concessa a Gian Antonio Stella e pubblicata dal Corriere della Sera in data 14 aprile 2000: in Veneto Cacciari le aveva appena buscate alle regionali, a Roma Massimo D'Alema stava per mollare la presidenza del Consiglio.
Bene, per rifondare il centrosinistra il filosofo più intelligente del Settentrione d'Italia proponeva la seguente soluzione: «Ci vorrebbe un cattolico democratico di alto profilo disposto a farsi carico del problema per arginare questa destra che con le destre europee non ha niente da spartire. Io vedo solo Antonio Fazio».
Sì. Proprio quell'Antonio Fazio: il dotto cultore di Tommaso d'Aquino e di Gianpiero Fiorani
Il titolo del pezzo di Stella riecheggiava quello della famosa intervista del '76 di Der Spiegel a Martin Heidegger: Cacciari: solo un cattolico come Fazio ci può salvare.
Le matte risate!!! Eh?

8 commenti:

Manfredi ha detto...

invece sì che al sud il Pd sfonda

Mammifero Bipede ha detto...

Secondo me "Antonio" l'ha aggiunto il giornalista. Cacciari ha detto solo "Fazio" intendendo Fabio.

Tornando al serio, embé: "da che pulpiti..."!

yodosky ha detto...

Mai fidarsi dei filosofi.

tic ha detto...

Non potevi proprio fare a meno di dirla, questa, eh?

yodosky ha detto...

Andassi un poco a vangar orti, Cacciari....

Come ho detto una volta: è possibile che uno che mi costruisce un muro ne sappia di filosofia, ma è impossibile che uno che sa di filosofia mi costruisca un muro.

Dice il saggio.

L'Uomo Tigre ha detto...

Questa dei filosofi incapaci di costruire dei muri è più profonda di quanto potevi immaginare...

Zimisce ha detto...

beh, come filosofo non è poi malaccio, cacciari. forse come politico dovrebbe limitarsi a far il sindaco di venezia...

luciano ha detto...

Ahi, Zimisce, Zimisce
i libri del Cacciari
niun umano li finisce:
essi fan noia e cagari.