martedì 9 dicembre 2008

Profondo vacuo


Secondo Fausto Bertinotti, la vittoria di Luxuria all'Isola dei famosi sarebbe "la spia di una politicizzazione naturaliter di sinistra che, non essendoci la sinistra, non può essere politicizzata classicamente e cade nel vuoto. Per decifrare l’elemento occorrerebbe il contatto fisico, cioè i partiti, ma c’è il vuoto". Ha rilasciato questa dichiarazione a quelli de Il Riformista (ringrazio Alessandro Perrone per la segnalazione), qualche giorno fa.
Che dire? Che il vuoto ha sempre costituito un bel problema filosofico.
Gli antichi atomisti ne ammettevano l'esistenza come condizione sine qua non del movimento degli atomi (e va detto che la questione del vuoto si presenta connessa da sempre all'interpretazione del movimento, in generale, e alla necessità di spiegare cosa caspita sia il movimento, in particolare).
Democrito and his Atoms. From Abdera: avete presente? Secondo il Gomperz (esiste, che credete? Mica me lo sto inventando...), è del babbo della fisica moderna che si sta parlando; secondo il Geymonat, l'atomismo democriteo “ebbe una funzione determinante, nel XVI e XVII secolo, per la formazione della scienza moderna”, che poi sarebbe quella roba che i papisti proprio non riescono a farsi piacere. Per Democrito, se l'atomo (il fondamento metafisico della realtà fisica, l'elemento originario indivisibile, eterno ed immutabile, che non era stato generato da niente e che niente poteva distruggere, che esisteva da sempre e che sempre sarebbe esistito) era l'essere, il vuoto (una realtà originaria analoga a quella degli atomi, che rendeva pensabile la loro esistenza: gli atomi, infatti, si muovevano incessantemente in uno spazio vuoto infinito e illimitato dove, affermò il nostro, «non esiste basso né alto, né centro né ultimo, né estremo») rimandava al non essere. Più o meno, eh... Ma credo proprio di non aver scritto chissà quali cazzate se «Leucippo e il suo discepolo Democrito pongono come elementi il pieno e il vuoto, chiamando l’uno essere e l’altro non essere»: e questo è Aristotele, mica un fesso qualsiasi come me.
Pieno e vuoto, secondo Democrito, stavano alla base dell'esistenza delle cose: l'uno implicava l'altro, l'uno rimandava all'altro, l'uno senza l'altro non valeva una cippa e siamo a yin e yang, Lennon e McCartney, Laurel e Hardy, avrete notato.
Cerco di chiuderlo velocemente, questo rachitico excursus sull'essere e il non essere.
Più su ho fatto riferimento agli anni della rivoluzione scientifica (più precisamente alla nascita della scienza moderna, terrore dei papisti): ebbene, grande fu il dibattito sul vuoto, al tempo. Pierre Gassendi, che era un atomista convinto, credeva (appunto) che il vuoto esistesse eccome, mentre il sommo Cartesio lo riteneva impossibile: uno spazio vuoto, secondo lui, doveva essere considerato esteso e quindi dotato di dimensioni. La conseguenza di ciò era che il niente (il vuoto), secondo Cartesio, aveva delle proprietà. E a me vengono le vertigini, se solo provo a mettere a fuoco.
E magari adesso dovrei scrivere di Leibniz - secondo cui col cacchio che esisteva, il vuoto: sarebbe stato incompatibile con la perfezione divina - e di Kant, che argomenterà da par suo l'inesistenza del vuoto nei Primi principi metafisici della scienza della natura, ma sono un po' stanchino, come direbbe Forrest Gump.
Vi basti sapere che dopo Kant pensare il vuoto non è stato più un affare redditizio, filosoficamente parlando (e lasciamo perdere quello che dice del vuoto la fisica moderna. Lasciamolo perdere soprattutto perché al Liceo, in fisica, ero gravemente insufficiente).
Il Bertinotti-pensiero, a.D. 2008, sembra far nuovamente riferimento alla nozione di vuoto dell'atomismo classico. Un revival?
Non fermiamoci alle apparenze.
Al di là del linguaggio usato, e delle polarizzazioni concettuali che vengono adombrate, nel meraviglioso mondo del Fausto sembra esistere solo il vuoto (né basso né alto, né centro né ultimo, né estremo) e niente di niente che al vuoto possa dare un senso. Il vuoto da lui evocato, insomma, è uno yang senza yin, un McCartney senza Lennon, un Oliver Hardy senza Stan Laurel.
Come è possibile, direte voi? Il non essere dovrebbe pur rimandare, in qualche modo, all'essere, a qualche atomo di realtà... Invece no: il nulla. Luxuria e la sua vittoria precipitano nel vuoto: immagine di terribile potenza evocativa che a me fa pensare alle animazioni realizzate da Terry Gilliam per i Monthy Python.

Che alla porta del compagno Bertinotti bussi ormai il nichilismo, questo ospite inquietante? O forse Fausto nostro si è solo innamorato di Vladimir Luxuria?

8 commenti:

Zimisce ha detto...

gran bel post davvero.

guardando bene la foto di bertinoir si nota che in cima alla testa gli sta spuntando una versione in negativo (e qui si torna a laurel e hardy) della voglia a forma di URSS di gorbaciov.

inquietante.

democrito è anche il nipote del protagonista dell'eccezionale CREAZIONE di gore vidal, l'ambasciatore di persia.
il trucco narrativo di vidal non è balzano come sembra: democrito era 'il più esperto delle scienze dei magi dopo pitagora' (plinio, mi sembra).
e in effetti la concezione mazdea del mondo prevede non uno ma due esseri di partenza, simbolizzati da luce (essere) e tenebra (non-essere), che si mescolano nel mondo terreno e che torneranno ad essere separati alla fine dei tempi.

ma come sono finito a parlare di questo?

Mammifero Bipede ha detto...

Per non parlare del fatto che per la fisica contemporanea il concetto di vuoto non ha senso, essendo tutto un brulicare di particelle virtuali che appaiono e si annichilano nell'arco di qualche femtosecondo (ma questo sembra più rimandare al dibattito interno al PD che alla scomparsa "sinistra").

In conclusione: Luxuria è il vuoto, o i sogni aiutano a vivere meglio?

P.s.: la mia keyword ora è "wines", direi azzeccata.

luciano ha detto...

Lette le dichiarazioni di Bertinotti, voglio parafrasare il tuo titolo: profondo evacuo.
http://lucianoidefix.typepad.com/
Viva (dico sul serio!) Stanlio e Ollio.
http://lucianoidefix.typepad.com/

medonzo ha detto...

Buonasera Tic;
Nequaquam vaccum. (Christian Rosenkreuz, Fama Fraternitatis).
E, be! quando ci vuole ci vuole...

Anonimo ha detto...

un mio amico, che non va troppo per il sottile, direbbe che molti, dopo aver nuotato o galleggiato, poco o molto, non importa, dovrebbero tirare lo sciacquone, o qualcuno dovrebbe farlo per loro.
ciao francesco
(il mio amico vorrebbe brevettare questa opinione!)
per una volta mi firmo come fa luciano
http://slec.splinder.com/

alessandro perrone ha detto...

Questo caso triste, forse, non va etichettato in "stelle rosse", ma in "supernove", ovvero quelle stelle che scoppiano perdendo la loro parte solida.

tic. ha detto...

Fausto Bertinotti è un individuo oscenamente fatuo e vacuo.
Va solo preso per il culo.

Fabio Montale ha detto...

il pieno e il vuoto, l'essere ed il non essere... l'infinito complementare al finito o il finito contenitore dell'infinito?
Attenzione, seguitelo bene, il vuoto e' non essere o il vuoto e' essere? Apparentemente il vuoto e' il non essere ma il vuoto, che puo' non avere un sopra, ha un sotto. Sotto vuoto Bertinotti si rende eterno. E quindi diventa vuoto uguale essere. Secondo me questa e' la sua relazione col vuoto.