lunedì 27 febbraio 2012

Al calduccio sotto le mie copertine (n.31)

Love, Forever Changes, 1967

Yeah, said it’s all right
I won’t forget
All the times I’ve waited patiently for you
And you’ll do just what you choose to do
And I will be alone again tonight my dear

lunedì 20 febbraio 2012

Bonjour tristesse


Autocritica – un classico dei classici del comunismo - della Rossanda sul Manifesto: l'anziana rivoluzionaria prende atto che dal 1971, anno di nascita della testata, è cambiato quasi tutto (quasi...) «ma noi non ne abbiamo tradotto ed esplicitato le conseguenze».
E dunque (rullo di tamburi)... possiamo ancora dirci comunisti?
Dopo essersi fatta la domanda, Rossanda si dà la risposta: «Io credo che almeno nei tempi brevi non si possa più dirlo».
Bellissimo quel “almeno nei tempi brevi”, no?
Quindi, sembra voler dire Rossanda, per il momento apriamo pure una parentesi, compagni. La chiuderemo quando sarà.
Tanto poi la Storia (con la s maiuscola, ma certo!), immancabilmente...

(

giovedì 9 febbraio 2012

Enrico santo subito!


Willer Bordon è uscito dalla Casta perché una notte gli è apparso in sogno Enrico Berlinguer che gli ha detto: «Willer Bordon! Tu una volta eri comunista, perciò devi uscire dalla Casta!».
Willer Bordon allora si è svegliato, si è alzato dal letto, è andato in bagno e ha deciso di uscire dalla Casta.
Nell'ordine, eh...

lunedì 6 febbraio 2012

Parole celebri dalle mie parti (n.102)


"La rivoluzione russa ha creato il diritto all'uguaglianza ma non quello all'intelligenza."

(Ilya Ehrenburg)

domenica 5 febbraio 2012

C'era una volta Stalin


Un giorno domandarono a Isaak Babel' se riteneva che esistessero, da qualche parte, testi inediti importanti di autori russi suoi contemporanei.
Babel' rispose: «Sì, al NKVD. Quando arrestano qualcuno gli danno carta e penna e gli dicono: "Scrivi!"».

giovedì 2 febbraio 2012

Ti presento i miei



Non ci son partiti chiusi

se si sa come operare:
ma il denaro come l'usi?
Ce lo devi raccontare!
Se lo investi nel mattone
come puoi giustificare
la primeva sua funzione
di rimborso elettorale?
Mai nessuno fa domande,
sui bilanci di partito:
è una cosa un po' indiscreta
e un disagio garantito.
La politica è stressante,
ben lo sa chi la frequenta:
chi vuol leggere bilanci
quando a sera s'addormenta?
Se la legge la rispetti
nel partito puoi restare,
se nel poppy ce lo metti
ti dobbiamo cancellare.
Ma sia chiaro: qui nessuno
mai poteva immaginare!
Il denaro come l'usi?
Ce lo devi confessare!

sabato 24 dicembre 2011

Mite agnello redentor...

E anche per quest'anno Paulo Coelho se n'è uscito col suo racconto di Natale.
Lo trovate su Repubblica ed è davvero imbarazzante. Il mistero del dio che si fa uomo (per chi ci crede, ovvio...) è roba da dilettanti in confronto al mistero del credito di cui ancora gode (presso Repubblica, ad esempio) questo furbacchione brasiliano.


Bene, dixi.
E adesso faccio anch'io come Coelho (sarò mica il figlio della serva, no?): perciò chiudo scrivendo qualcosa di assolutamente banale, fatuo e irrilevante.
Ecco qua, sentite un po': se la religione è l'oppio dei popoli, i libri di Coelho sono l'ovvio dei popoli.
E adesso ditemi: non vi sembro molto intelligente e soprattutto molto profondo?
Eh?



P.S.
Tra l'altro, quella dell'ovvio dei popoli mica è mia...

mercoledì 14 dicembre 2011

Radici

"Furlans fevelait furlan!".
Lo trovate scritto dietro al banco di molti bar, in Friuli.
Significa, lo dico a beneficio di chi non fosse delle mie parti, "friulani parlate in friulano!".
"Furlans fevelait furlan!": e ci senti dentro tutto l'orgoglio della gente operosa e coraggiosa che abita queste contrade.
"Furlans fevelait furlan!": parole d'amore, un amore immenso, non solo per la propria marilenghe, ma anche per il proprio blut (und boden, naturalmente: l'Heimat, anzi: la Patrie).
"Furlans fevelait furlan!": tra un taiut di vino e un altro, diomadone, "furlans fevelait furlan!".


Il signor Ning, intanto, che è cinese, vive a Londra e studia e lavora in una prestigiosissima istituzione britannica, si preoccupa di parlare un buon inglese.
Ed è pure astemio.

martedì 29 novembre 2011

Con ai piedi un paio di sci-sci!


Lucio Magri si è suicidato.
Era malato, hanno scritto, di quello che chiamano 'male oscuro', come se ci fossero dei mali in qualche modo luminosi, risplendenti, sfolgoranti.
Apparteneva da tempo immemorabile a una compagnia di giro che mi è sempre stata cordialmente sui coglioni, quella del Manifesto: Parlatopintorcastellinarossanda, il genere lo conoscete. Per soprammercato, lui veniva pure dal mondo cattolico, il che, almeno per me, è (quasi sempre...) tutto dire, signora mia.
Epperò è da stamani che ci sto pensando un sacco, a Magri.
Che era, si sa, un uomo di indubbia avvenenza.
Che era, dicono, un vero gourmet.
Che abitava in una casa bellissima, con annessa donna di servizio peruviana, in centro a Roma.
Che sapeva sciare davvero molto bene.
Viene in mente, adesso, la frase che si sentiva pronunciare più spesso quando si parlava di lui, “il comunista sugli sci”, o di quelli come lui, borghesi rossi con casa in centro a Roma e servitù proveniente da paesi esotici, posti dove magari ci sono ancora i 'movimenti di liberazione' (alzi la mano chi se li ricorda, i 'movimenti di liberazione': andavano un bel po' di moda ,anni annorum fa, giusto?), e cioè: «È facile fare i comunisti, avendo i soldi!».
Variante: «è facile fare gli intellettuali comunisti, avendo i soldi!».
E sarà pure facile, non dico di no, ma è senz'altro più difficile, e più dignitoso, che essere un filisteo di merda, un plebeo ignorante che, se c'è da votare, vota per qualche pagliaccio che gli assomiglia (cioè per Bossi o giù di lì, se giù di lì fosse possibile) o una di quelle beghine bigotte che oggi saranno senz'altro rimaste oh, così scioccate dalla scelta del comunista sugli sci proprio perché è stata una scelta e non qualcosa che ti hanno insegnato in parrocchia.
Più difficile che essere, insomma, un italiano moderato ovvero una roba elementare sul serio, l'interprete di un ruolo in commedia per cui in genere basta solo piazzarsi da qualche parte, col culo a paratia e in favore di vento, aspettando con pazienza di vedere chi vincerà alla fine e dunque chi sarà il signore e padrone che nel dopoguerra distribuirà le prebende, o gli avanzi.
Lucio Magri, il comunista sugli sci, verrà sepolto a Recanati, accanto a sua moglie Mara, morta di un altro male molto, molto oscuro qualche anno fa.

Recanati.
Mica un brutto posto, per riposare.

mercoledì 23 novembre 2011

If...

Che dire del rapporto che hanno gli italiani col loro nuovo governo?
Mah, solo questo: che se Luciano Pavarotti fosse ancora vivo non dubito che cercherebbe in ogni modo di duettare con Mario Monti a un Pavarotti&friends.


Dopo aver duettato con gli Iron Maiden, certamente...

martedì 15 novembre 2011

Dedicata agli ammiratori di Giulietto Chiesa e ai lettori del Fatto

Dopo aver sparato a Kennedy, Mario Monti sorrise a Lee Harvey Oswald, ritto accanto a lui.
«Bel colpo, vero?»
«Mira fantastica, Mario!», disse Oswald dopo aver emesso un fischio prolungato.
«Bene. Senti, Lee... Io scendo un attimo a bermi un caffè. Mi terresti il fucile? Solo un attimo, eh...».
«Ma certo, amico mio. Tranquillo. Vai e rilassati, non c'è problema. Intanto che torni, io mi leggo un libro: ce ne sono così tanti, qui!».
«Bravo, bravo. Beh, allora io vado, Lee. Ciao!».
«Ciao, Mario!»
Mario Monti uscì dalla stanza, si fece sei piani di scale e arrivò in strada. Poi cominciò a camminare, senza fretta, verso una Packard nera del '56 parcheggiata dall'altra parte di Dealey Plaza.
Dopo dieci minuti, non vedendolo tornare, Lee Harvey Oswald iniziò a subodorare qualcosa... Decise dunque di darsela a gambe levate dopo aver mollato il fucile, un vecchio moschetto italiano della Carcano sul quale furono successivamente trovate le sue impronte digitali.
La polizia lo beccò qualche ora dopo, all'interno di un cinema in cui era entrato senza pagare il biglietto.


La fuga di Mario Monti da Dallas fu organizzata da Lyndon Johnson in collaborazione col Mossad e col Rotary Club di Varese. Era il 23 novembre 1963.

domenica 13 novembre 2011

Anch'io terzista!


Oggi il timorato Aldo Cazzullo, sul Corriere, stigmatizzando chi ieri sera ha festeggiato nelle strade la patetica uscita di scena del nostro sire, ha scritto: “La premessa di una nuova stagione non può prescindere dal rispetto per i sentimenti e le opinioni di chi in Berlusconi ha creduto. Prendersi vendette o rivincite alla fine di un ciclo lascia sempre un retrogusto amaro. Farlo ora, a metà del guado, è un esercizio imprudente oltre che improvvido...”.
Cioè, afferma il Cazzullo, siccome il governo Monti - che dovrebbe tirarci fuori dalla merda in cui ci ha messo il governo Berlusconi - avrà una base parlamentare di destra/centro/sinistra, sarebbe saggio tenere comportamenti reciprocamente più tolleranti tra italiani di destra (o berlusconiani?) e italiani che berlusconiani non sono né sono mai stati, pena il fallimento dell'ardito progetto politico.
E io devo dire che concordo in pieno coi terzisti del Corriere, sempre così saggi, equilibrati e corretti. Perciò ho messo insieme un prontuario di risposte da fornire, in questi giorni difficili, a eventuali interlocutori berlusconiani: risposte sagge, equilibrate e corrette, ça va sans dire.
Le domande, sappiatelo, vengono da facebook, e son roba vera (oh, quanto vera!) anche se opportunamente riarrangiata.
Vedrete che il mio prontuario vi sarà utile, o buona gente: vedrete che prima o poi mi ringrazierete.


Domanda: Ma la sinistra lo sa, che il nostro Paese è stato commissariato da tedeschi e francesi?
Risposta:
Eh, che ci vuoi fare... Mi son sempre piaciuti i polizieschi. Senti, per combinazione ho qui delle noccioline: la vuoi, una nocciolina? Son buone, sai? Prendi una nocciolina...

Domanda: Da oggi sei anche tu commissariato: lo sai, almeno?
Risposta: Eh, che ci vuoi fare... Maigret e Montalbano son tipi tosti, lo so. Senti, per combinazione ho qui delle mentine: la vuoi, una mentina? Son buone, sai? Prendi una mentina...

Domanda: Ma lo sai che mi divertirà da matti vedere il governo Monti applicare pedissequamente le indicazioni della BCE? Oh, se mi divertirò! Oh, quanto mi divertirò!
Risposta: Beato te, beato te: gente allegra il ciel l'aiuta... Senti, per combinazione ho qui delle arachidi: la vuoi, un'arachide? Son buone, sai? Prendi un'arachide...

Domanda: E quando Monti farà macelleria sociale – perché le indicazioni della BCE sono chiaramente macelleria sociale – la sinistra che farà? Che dirà?
Risposta: Non lo so che farà, forse diventerà vegetariana... Senti, per combinazione ho qui delle carrube: la vuoi, una carruba? Son buone, sai? Prendi una carruba...

Domanda: Ride bene chi ride ultimo! E forse sarò io a ridere per ultimo/ultima, lo sai?
Risposta: Ma certo, come no, certo che lo so. Voi del resto siete sempre tra gli ultimi, mai che vi avessi visto tra i primi... Anzi, volendo proprio essere pignoli, c'è il terzultimo, poi il penultimo, infine l'ultimo ed è dopo l'ultimo che in genere venite voi. Senti, per combinazione ho qui un maalox: lo vuoi, un maalox? Fa bene, sai? Prendi un maalox...

venerdì 11 novembre 2011

Come eravamo

Nel mondo prima del berlusconismo... Anzi, no, dai: posso fare di meglio.

Nel mondo prima del maggioritario, quando andavo in edicola a comprare la Repubblica o l'Unità e notavo che il signore accanto a me comprava il Giornale (diretto da Montanelli, vabbé, ma era comunque il Giornale), pensavo (più o meno, ma insomma): “Guarda guarda: un conservatore”.
(e lui di me pensava una cosa tipo: "Bah, 'sti comunisti... State lì dove state, va, che state bene...")
Nel meraviglioso mondo del maggioritario, quando vado in edicola a comprare la Repubblica o la Stampa (l'Unità non la compro più da almeno dieci anni, e per ottimi motivi) e vedo il signore accanto a me che compra Libero o il Giornale, io penso: “Guarda guarda: uno stronzone. Povero demente...”.
(e lui, di me, in genere pensa: “Guarda guarda: un comunista di merda. Meno male che Silvio c'è, schifoso farabutto che non sei altro...”)
Questo è quello che ci resta del berluscon... Anzi, no, dai: questo è quello che ci resta del maggioritario.
(perché senza il maggioritario Silvio Berlusconi non sarebbe mai diventato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: chi non ha capito questo, secondo me, non ha capito un accidente di niente di tutto ciò che è accaduto in Italia negli anni che vanno dal 1994 al 2011, e soprattutto del perché tutto ciò che è accaduto in Italia negli anni che vanno dal 1994 al 2011 sia potuto accadere)



(nella foto, una soddisfattissima vestale del berluscon... Anzi, no, scusate: una soddisfattissima vestale del maggioritario)

martedì 8 novembre 2011

The Big Chill (di Lawrence Kasdan)


- "Dove lavoro, abbiamo una sola norma editoriale: non scrivere niente di più lungo che l'uomo medio non legga durante una cacata media... Sono stufo che il mio lavoro venga letto nei cessi".
- "La gente leggeva Dostoevskij, nel cesso".
- "Non in una cacata sola, però".

domenica 6 novembre 2011

Idee

Ieri un tizio che conosco, iscritto come me al famoso Partito Democratico, mi ha fatto gentilmente presente che dovrei imparare a rispettarle, le idee di Matteo Renzi, invece di irriderle come faccio ogni volta che posso: ma chi mi credo di essere? Ehh?
Ecco, secondo me qui bisognerebbe essere molto ma molto precisi: cosa intendiamo, quando parliamo di idee?


Una volta, nel corso di un convegno che aveva per oggetto la questione della creatività nella scienza, Jacques Monod raccontò una certa storiella, che presentò come veramente accaduta.
Riguardava il poeta Paul Valéry e Albert Einstein.
In breve, quando Einstein capitò per la prima volta a Parigi, una signora che apparteneva all’alta società della capitale francese ebbe l'indubbio onore di ospitare sia lui che Valéry nel proprio salotto. Com'è, come non è, la grande dame in questione sistemò lo scienziato e il poeta in modo che la loro conversazione potesse essere udita da tutti i presenti.
Paul Valéry - che diceva spesso di esser lui più interessato al processo della creazione artistica che al prodotto finale della medesima - provvide subito a porre ad Einstein una domanda precisa: “Come è che Lei lavora? E potrebbe raccontarci qualcosa del Suo modo di lavorare?”.
Ed Einstein: “Bene, non so… Esco di buon mattino e faccio una passeggiata” (l'uomo era uno che passeggiava volentieri, un po' come Kant).
“Davvero interessante”, replicò Valéry, ”E naturalmente Lei ha con sé un taccuino; e, allorché Lei ha un’idea, la scrive sul suo taccuino”.
Al che Einstein rispose: “No, non faccio questo”.
“Dunque Lei non fa così?”.
“Vede”, rispose Albert Einstein, “un’idea è veramente rara”.
Un’idea è veramente rara.
Albert Einstein dixit.
Einstein.


E io dovrei portar rispetto alle idee... di chi? Di Matteo Renzi, giusto?
Guardate, al massimo io posso concedere che Matteo Renzi abbia delle opinioni. Anzi, meglio: posso concedere che Mattei Renzi condivida opinioni altrui. Come me. Come tanti. Come quasi tutti.
Ma idee, suvvia...

domenica 30 ottobre 2011

For Renzi is...


Prestatemi orecchio.
Sono venuto a seppellire il Pd, non a farne l'elogio. Il male che un partito fa, gli sopravvive; il bene, spesso, resta sepolto con le sue mozioni congressuali. E così sia del Pd.
Il nobile Renzi vi ha detto che il Pd era poco ambizioso: se era, ebbe grave colpa; e il Pd l'ha gravemente scontata.
Qui, col beneplacito di Renzi, e degli altri – ché Renzi è un uomo d'onore, e anche gli altri, tutti uomini d'onore, specialmente Sergio Chiamparino – sono venuto a parlare al funerale del Pd.
Fu il mio partito, noioso e deprimente fin che volete, ma in qualche modo il mio partito.
Però Renzi dice che era poco ambizioso: e Renzi è uomo d'onore.
E dunque, o quiriti, primarie di coalizione! Primarie di coalizione al Pd! Primarie con tre, sei, nove, dodici candidati del Pd!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd contro gente che, nei propri partiti, non ci pensa manco per sbaglio a fare le primarie, ma proprio per nessunissima carica: fossero matti!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd per far contento Parisi!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd per andare oltre il Novecento!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd sennò Alessandro Baricco non ci vota!
Prestatemi orecchio, quiriti.
E ridete: sarà pure un funerale, questo, ma è tutto da ridere...

sabato 22 ottobre 2011

Al calduccio sotto le mie copertine (n.30)

Willie Nile, Willie Nile, 1980



Ride to my window baby, come in the morning

under the covers maybe we can play.

The nasty old reaper don't give you no warning

ride to my window baby, come by today.


Ride to my window baby, come in the evening

the afternoon sun is going down soon.

Why be waiting there, hiding and grieving

when we could be rolling neath the vagabond moon.


It rides and thrills as it rides in the hills

and it rolls through the dregs of the night.

It shines and beams down the back alley streams

and it fills a poor heart with delight.



P.S.
Ricordando un amico.

martedì 18 ottobre 2011

Capisaldi della cultura cattolica, pt. 5


«Anche il Papa nell'enciclica “Caritas in veritate” insegna che la questione sociale è ormai integralmente antropologica...»

(Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute del governo Berlusconi)



P.S.
Cos'è che insegna, il Papa? Non l'ho mica capito.
Ma forse nemmeno la signora Roccella l'ha capito, va: è solo che ci tiene a darsi un tono, povera donna...

giovedì 13 ottobre 2011

Memorabilia


Alessandro Dalai, editore, boss di Baldini Castoldi e Dalai, dichiara che, prima di Io uccido, «Faletti aveva già pubblicato per noi un libro straordinario: Porco il mondo che ciò sotto i piedi. Con un incipit folgorante: “Erano le sette e mezza di mattina e Vito Catozzo stava cagando”».
Capito? Un libro “straordinario” con un incipit “folgorante”.
Dal che si deduce che Alessandro Dalai, definito dal suo intervistatore “uomo dal carattere tosto”, è pure un grande cinico (en passant, ha detto anche che Va dove ti porta il cuore, pubblicato nel 1991 proprio da lui, «era un libro perfetto, emotivamente coinvolgente. Quando, in una notte, l'ho letto mi ha commosso e ho pianto». Sì, sì. Come no. Me lo vedo, che piange. In effetti anch'io ho pianto, leggendolo. Alla terza pagina già piangevo. Alla quarta, preso atto della commozione che mi prostrava, il capolavoro della Tamaro si mise a volare per la mia cameretta. Letteralmente).


Valentina Vezzali, la famosa campionessa del fioretto, se n'è uscita dicendo che Kung Fu Panda le ha insegnato «che la pace interiore è la cosa più importante».
Kung Fu Panda, sì.
Dal che si deduce che Valentina Vezzali, 37 anni, detta la leonessa di Jesi, ha un sacco di problemi (ma questo era già venuto fuori, in modo inequivocabile, nella puntata di Porta a porta di martedì 16 settembre 2008, quando la regina della savana fece dono al papi della Patria di un fioretto con dedica: “Al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con sincera stima, Polizia di Stato, Valentina Vezzali”. Siccome Berlusconi mostrò di apprezzare, la nostra lo sfidò scherzosamente – ah ah ah!!! - con il suddetto fioretto. Lui, da raro gentiluomo, rispose: «Non potrei mai, nemmeno con un fiore», e la Vezzali, pronta e ammiccante: «Presidente, da lei mi farei veramente toccare...». Ricordate? Siparietti di regime. E una povera creatura con gravi problemi. Ma grandissima, anzi la più grande di tutte sulla pedana, eh! Per carità...).


martedì 11 ottobre 2011

Anch'io trenta/quarantenne (rampante) del Pd!!!


Leggo oggi sul giornale (la Repubblica) che il trenta/quarantenne (rampante) del Pd Matteo Renzi ha organizzato un'altra convention dei suoi ormai proverbiali rottamatori dal 28 al 30 ottobre alla stazione Leopolda di Firenze. Ci saranno, pensate, Alessandro Baricco in quanto scrittore e Alessandro Campo Dall'Orto in quanto numero uno di Mtv Italia, Giorgio Gori in quanto produttore (che cosa produca poi Gori non saprei dire, ma vabbè: qualcosa egli produrrà e via andare) e Fausto Brizzi in quanto regista. Ah, sì: ci sarà pure («viene apposta da Chicago», quasi si commuove Renzi) Luigi Zingales in quanto economista.
Che mi dite? Eeeeh? Fico, no?
Secondo il quotidiano la Repubblica, “quella di Renzi è una sfida al Pd: «Vogliamo incalzarlo sui contenuti, perché non pensi solo a piccole beghe e grandi alleanze. E ci sarà una grossa sorpresa finale», annuncia”.
Quale grossa sorpresa? Azzardiamo volentieri una previsione: potrebbe trattarsi di Natalie, la trans del caso Marrazzo.


Leggo poi che la ormai leggendaria Debora Serracchiani e Pippo Civati - trenta/quarantenni (rampanti) del Pd, esattamente come Renzi – il 22 e 23 ottobre saranno a Bologna con la convention intitolata Il nostro tempo: «non abbiamo litigato con Matteo – sostiene Civati – abbiamo solo preso strade diverse».
Avete preso nota, sì? Bene. Sappiate allora che non è finita: il prossimo weekend, infatti, Nicola Zingaretti e Andrea Orlando - altri trenta/quarantenni (rampanti) del Pd denominatisi, pare, “neo-dem” - terranno una loro convention a L'Aquila.
In tutto 'sto magnifico fervore di iniziative politiche, il quotidiano la Repubblica si è lasciato sfuggire la notizia della convénscion dei trenta/quarantenni (rampanti) del Pd della provincia di Gorizia, organizzata da me e da Stefano Pizzin alla trattoria "Dal Peon" a Turriaco (GO) per una delle prossime serate.


Ci ritroveremo in quel luogo (così carico di storia, non esito a dire) per discutere, ovviamente, di futili minchiate: le stesse - ma proprio le stesse, sputate sputate - di cui Matteo Renzi discuterà con Baricco, Campo Dall'Orto, Gori, Brizzi e Zingales alla stazione Leopolda di Firenze dal 28 al 30 ottobre; le stesse di cui Debora Serracchiani e Pippo Civati discuteranno a Bologna nel corso dell'iniziativa denominata Il nostro tempo; e, indubbiamente, le stesse di cui discuteranno a L'Aquila i “neo-dem” Zingaretti e Orlando).
All'importantissimo appuntamento - denominato Diamoci immantinente al buon tempo alla facciaccia di chi ci vuol male – ci saranno sicuramente Fabio Manunza detto "il Grezzo" in quanto Fabio Manunza detto "il Grezzo" e il dotatissimo (e ho detto tutto...) assessore Michele Rossi del comune di Staranzano in quanto Michele Rossi, miei sciagurati sodali da quasi trent'anni. È stata confermata anche la presenza di Alessandro Fabbro, sindaco del comune di Farra d'Isonzo (GO), in quanto principale esponente della nuova corrente del Pd isontino denominata neo-sanfedisti democratici ("neo-sandem"), e del mio carissimo amico Daniele Gerin (che viene apposta da Conegliano, provincia di Treviso, e a scriverlo quasi mi commuovo).
Chiudo con il menu: trippa e baccalà con polenta.
Si prevede (tenetevi forte!) un tasso alcolico piuttosto alto.