lunedì 1 febbraio 2010

Non sono uno snob, ma odio la gente

Sabato scorso, su La Stampa, è comparsa un'intervista di Massimo Gramellini a un vecchio partigiano di Giustizia e Libertà, Giorgio Bocca.
Ne riporto volentieri alcuni passaggi perché ho sempre voluto bene a questo signore, grande giornalista e grande scrittore (come ho sempre voluto bene a Giustizia e Libertà e al Partito d'Azione).

Gianfranco Fini, l'ex missino “adottato dalla sinistra”? «È il tipico carrierista che difende le forme della democrazia, ma nella sostanza permette al sultano di continuare a governare».
L'avvocato Ghedini? «Ogni volta che lo vedo mi contorco sulla sedia dalla rabbia. Potessi, lo strozzerei. Ti portano via la parola come delle jene. La tv è una rovina per la democrazia. Non insegna ad ascoltare, ma a urlare».
Di Berlusconi racconta: «Ricordo quando intervistai Craxi per le sue tv. Arriva Bettino e mi saluta con tono minaccioso: “Professore, come va?” Berlusconi sparì subito in regia. E guardando l'intervista capii poi il perché. Io ero ripreso sempre di nuca (cominciavo a essere un po' calvo) e Craxi in primo piano, ridente e sfottente».
Non so voi, ma io Craxi me lo ricordo proprio così, in effetti: un arrogantissimo bastardo. Bocca lo definisce «il Machiavelli della corruzione mentale degli italiani. Il suo celebre discorso alla Camera: siccome rubiamo tutti, non ruba nessuno (...) Conoscevo dei socialisti, a Cuneo, che facevano campagna elettorale in bicicletta. Dopo è arrivato Craxi e ho iniziato a vederli girare in automobile. Prima ai comizi bevevano vino acido. Poi davano banchetti».
Gli ex comunisti – fa notare Gramellini – sembrano essersi adeguati. E il vecchio: «La fedeltà è una delle virtù civili. Sono un partigiano e resto fedele alla sinistra anche quando fa delle coglionerie. Perché ne fa... Il capolavoro è stata la Puglia. Quel D'Alema... Uno odioso a tutti, un piccolo gerarca. Questa sua fama di intelligenza che consiste nel fare sempre le mosse sbagliate».
I cosiddetti “terzisti” (quelli di troppe prime pagine del Corriere della Sera, per intenderci)? «Fanno i finti tonti. Chi non sta né di qua né di là finisce inevitabilmente per andare di là. Perché non c'è mediazione possibile: i ladri sono ladri». E i pazzi sono pazzi: «Berlusconi (...) è un fondatore di imperi, la forza bruta del capitalismo che distruggerà il capitalismo. Dal punto di vista clinico, un megalomane. Quando lavoravo per lui ricordo le telefonate alle otto del mattino, la segretaria che prima di entrare nel suo ufficio mi obbligava a mettere la cravatta che teneva nel cassetto. (...) I megalomani vogliono essere amati anche dalle persone che atterriscono... Aveva una tale smania di ottimizzare tutto che un ex giocatore di basket lo seguiva con un cronometro manuale e prendeva il tempo delle sue conversazioni. Per cui tu eri lì che parlavi con Berlusconi e quello ogni trenta secondi ci interrompeva: Dottore, sono passati trenta secondi... Dottore, è passato un minuto...».
Gli italiani, infine: «Il popolo sovrano è pronto a tutti i delitti. La storia d'Italia l'hanno fatta le minoranze. I Mille di Garibaldi e della Resistenza, minoranze estreme che muovono un popolo egoista, grigio. È stata la Chiesa a diseducarlo con confessioni e giubilei. Della religione cattolica mi piace la pietas, non il perdono generalizzato».
Titolo dell'intervista: Non sono uno snob, ma odio la gente.

8 commenti:

Zimisce ha detto...

Grandissimo Bocca, lo amo.

yodosky ha detto...

Su tutte le robe che dice son d'accordo, ma non capisco dove spiega che cosa sia per lui la gente. Immagino qualcosa di diverso dal popolo... o no? Anche la rivoluzione francese è stata fatta dalla gente, giusto? Oppure dal popolo? (lungi da me, con questo, voler fare della filosofia. Adesso vado a pitturar porte)

luciano ha detto...

Gente, popolo e plebe sono diversi.
Gli italiani furono nei secoli passati una plebe che, senza purtroppo diventare (se non in rare, minoritarie e splendenti occasioni) popolo o cittadini, si sono sciolti in un pulviscolo di gente.

Anonimo ha detto...

Bella intervista deve essere stata e spero poi non abbia rettificato come ormai si usa fare..

firmato
una sorella che ha domato il SEM!

PS: ovviamente rettifico quello che ho detto per dimostrare la mia "italianita'" anche all'estero

tic ha detto...

No. Il vecchio è fatto così. Magari sbaglia (per eccesso, mai per difetto, ma non rettifica.

Alessandra ha detto...

Ce ne fossero di Bocca in questa italietta!
Mi dispiace che Tic non abbia riportato anche la parte in cui Bocca parla di Montanelli. Lì mi sono divertita assai, quando ho letto l'intervista integrale.

luciano ha detto...

Bocca non rettifica: casomai puntualizza.

luciano ha detto...

Non vorrei che il mio commento precedente sembrasse ironico: intendevo dire che Bocca non le manda mai a dire e anzi (casomai) rilancia.