giovedì 26 novembre 2009

Il confessionale


Ed eccoli qua, puntualissimi!
Il Marrazzo, ex presidente della Regione Lazio, chiede al papa di perdonarlo per essere andato a transessuali; il cardinale segretario di Stato della famosissima Santa Sede, Tarcisio Bertone, fa filtrare ai media la notizia della sofferta richiesta del suddetto Marrazzo; i media, immancabilmente, veicolano alle masse.

Che dire?
Intanto che questi siparietti del cazzo (anzi, del marrazzo, che si presta bene) devono per forza avercelo, un pubblico, in questo disgraziatissimo Paese.
Altrimenti non si spiegherebbe come mai - dopo ogni scandalo nel mondo della politica o in quello dell'economia (dal Marrazzo che s'arrazzava coi trans ai mille Calisti Tanzi) e anche, e sempre più spesso, dopo gli scannamenti più atroci (in special modo quelli che talvolta, ahi ahi ahi, avvengono nelle meravigliose famiglie italiane) – come mai, dicevo, vengano messe in scena 'ste pulcinellesche pantomime, perché tali io le considero e mi perdonerete il cinismo: sì, sì, indubbiamente brutto quello che ha fatto il Marrazzo epperò adesso l'uomo «sta compiendo un delicatissimo iter da cui nascerà una persona nuova» (così l'abate di Montecassino, Vittorelli). E? E poi? E allora? E starsene un po' zitti? Anzi, anzi, meglio: e una bella iniezione di spirito protestante?

Ma il protestantesimo non si presta abbastanza alla divulgazione e al consumo mediatico: roba scabra, troppo poca la pompa. Qui da noi, perciò, tirano un casino i format cattolici.
Tipo questo: l'hýbris dell'uomo pubblico lo porta inevitabilmente a peccare (tutto questo parlare di peccati, tra l'altro, spesso fa perdere di vista i reati: non trovate?); l'uomo pubblico cade (e - per dirla alla Sergio Leone - più grosso è, più rumore fa, quando cade); dopo la caduta, l'uomo pubblico (cattolico, ça va sans dire: si pesca sempre bene, tra i papisti; i laici, in genere, non si prestano) “implora il perdono del Santo Padre” o di Padre Pio (non voleva andare in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, il papi della Patria, principe dei puttanieri, per mondarsi?) o della Madonna del Petrolio; l'intero Paese, infine, viene fatto entrare in un confessionale dove, incredibilmente, c'è spazio per tutti.
Anche per chi, come me, farebbe volentieri a meno dell'esperienza.

11 commenti:

luciano ha detto...

Poveri noi, Tic. Intendo noi non cattolici. Che poi si sia atei come te o protestanti come me, agnostici come quella ragazza che passa per strada adesso o buddisti come quell'omino che svolta l'angolo al volante della sua Smart, poco importa: resta il fatto che in questo demente paese siamo come ospiti mal visti.
Prendi ad esempio la confessione. Io valdese la faccio, ma in una maniera radicalissimamente diversa da come la fanno i cattolici. Loro raccontano gli affari propri al prete che ascolta e poi li assolve dandogli una penitanza. Un controllo sociale terrificante, un'umiliazione personale spaventosa. Noi protestanti invece come facciamo? Durante il nostro culto (quello che per i cattolici è la "messa", ma ci sono differenze profonde anche lì), stiamo un minuto in silenzio e ognuno di noi se la vede direttamente con Dio, faccia a faccia con il Signore. Punto e basta. Sobrietà, dignità e rigore.
Capisci perchè questi pellegrinaggi in cui Tizio e Caio vanno a esibire il loro pentimento (vero? finto?) davanti al prete o al vescovo o al Papa e alla folla mi fanno un po' (un po' tanto) senso? E mi sanno un po' (un po' tanto) di uso pubblico e improprio della religione?

Anonimo ha detto...

Magnifico! T'ho sempre giudicato una penna sopraffina ma qui ti sei superato sia nella forma che nel contenuto (come diceva qualcuno).

Ma come, cacchio, password errata!
mi firmo lo stesso

PK

Anonimo ha detto...

che dire.. ineccepibile.
cuciuti

Fabio Montale ha detto...

"La DC ha aperto la campagna elettorale a raffiche di mitria" (Ellekappa, Cuore, settembre 1991)

Cos'e' cambiato?

yodosky ha detto...

Tre pensierini veloci:
1) Alla faccia del ''segreto professionale'', i preti sono davvero delle belle merde nel tenere i segreti: non andrei loro a dire neppure che cosa ho nella borsa della spesa;
2) Marrazzo ha fatto veramente una figura del cacchio: prima va a trans e poi, colto sul fatto, fa scene isteriche con pianti e urli e si pente?!? Ma di che? Se gli piacciono i trans gli piacciono i trans, punto. Casomai doveva chieder scusa agli elettori per essere stato un tale fesso.
3) Marrazzo va a Cassino. In pratica, ha invertito le vocali.

Anonimo ha detto...

E' sempre la storia del tizio che si comporta male tutta la vita poi si pente e viene perdonato e riceve lo stesso che viene dato a quello che si e' comportato bene tutta la vita. Non ho mai capito perche' te la raccontano; ho sempre trovato che alla fine quello che ti insegna e' che puoi comportarti male quanto ti pare purche' ti ricordi di chiedere scusa alla fine. Non l'ho mai trovato un bell'insegnamento. Ma d'altra parte sono loro che decidono chi perdonare e a chi concedere un funerale..

Firmato
una sorella in un paese che ha capito secoli fa come liberarsi dell'influenza papista (e per ottimi motivi)

barone von furz ha detto...

mi aspetto la copertina su CHI con Marrazzo in ginocchio a S. Giovanni Rotondo...

tic ha detto...

A far CHE, in ginocchio?!?

yodosky ha detto...

L'ho pensato anch'io: A fare CHE, in ginocchio???

A questo punto varrebbe la pena riesumare un mio vecchio sketch con Padre-me-lo-Pio-in-tar-...

Zimisce ha detto...

massì è una storia fantastica, trans permettendo, direi trecentesca. sai che tripudio carnascialesco tra i monachelli di cassino? ah, povero benedetto, scrivi una regola e ti ritrovi marrazzo.

Mammifero Bipede ha detto...

Per la serie "i grandi statisti del centro-sx"...
Poi dice che uno si butta destra...
...giammai!
Piuttosto mi butto nel Tevere.

Ma non è che, oltre a questa, di alternative ne rimangano poi molte.
:-(