mercoledì 9 marzo 2011
giovedì 24 febbraio 2011
I pity the poor blog...
Mi sono preso un periodo sabbatico.
Epperò mi piacerebbe scriverci qualcosa.
Tipo che ne Il Grinta dei fratelli Cohen c'è una sequenza davvero indimenticabile, una folle cavalcata del vecchio Rooster Cogburn sotto un cielo pieno di stelle.



Tipo che questo, per tic, è il post numero 701.
Tipo un sacco di cose, volendo.
venerdì 19 novembre 2010
Gatti che assomigliano a Hitler

Ad un certo punto della storia qualcuno accenna a un sito internet che si chiama Gatti che assomigliano a Hitler: rido forte (si ride parecchio, con The Social Network, in effetti) perché solo a figurarsela, una roba del genere, c'è da s'ciopare.
Poi torno a casa, vado su Google, digito - così, tanto per - cats e Hitler e...
Esiste!!! Diobono, esiste!!!
Fateci un salto, se volete capire cosa intendeva Oswald Spengler quando parlava di “tramonto dell'Occidente”.

martedì 17 agosto 2010
Deu no mi scarèsciu
Francesco Cossiga non andrà all'inferno.
sabato 13 febbraio 2010
Tomorrow

sabato 25 luglio 2009
PUBBLICITA' PROGRESSO: come sbattezzarsi in cinque mosse (ovvero: come far piangere la madonna di Civitavecchia e vivere felici)
N.B.mercoledì 20 maggio 2009
Era ora!
sabato 11 aprile 2009
Sono in partenza per l'
Tanti bacini dal voster semper vostermartedì 7 aprile 2009
Il dissacrante sguardo di tic
Lo ringrazio di cuore e rilancio il premio, come da regolamento, ad altri sette blog.
Roba che mi garba, ovviamente.
Il primo è quello del colto bizantino Zimisce (http://librodiurizen.blogspot.com/), un giovane di grande talento.Il secondo è LAST OF THE INDEPENDENTS, ovvero il blog dell'one man band Luca Conti, traduttore di razza ma non solo (http://lconti.com/). Fateci un salto ORA, che vi beccate un'intervista di Laura Lippman al grandissimo James Crumley.
Il terzo, bé, il terzo è l'ultimo ringhio di Idefix (http://lucianoidefix.typepad.com/) ovvero il blog di Diego Armando Comida, Ernesto “Che” Comida, Joey “Gabba Gabba Hey” Comida e insomma siamo nel Pantheon.
Il quarto è il blog della Giulia (http://rumoredipenna.blogspot.com/). Per tante cose e un po' anche per Day Is Done di Nick Drake.
Il quinto quello di Mammifero Bipede (http://mammiferobipede.splinder.com/). E che non gli venga mai più in mente di mollare...
Poi c'è l'Ipostasi adespota, che è il blog di un comunistone (http://ipostasi-adespota.blogspot.com/) e perciò chiamate pure l'esorcista.
Infine, il blog di can sboldro (http://pesantezza.blogspot.com/). Perché in giro non c'è niente, ma proprio niente, che gli assomigli.
domenica 11 gennaio 2009
Questo non è un post

Ci ho girato intorno per lungo tempo, ma niente: nessun varco che mi si aprisse.
Poi ho pensato di scrivere un post su una canzone moooolto sionista di Bob Dylan, Neighborhood Bully, da Infidels, 1983 (“He's made a garden of paradise in the desert sand...”): così, come omaggio faziosissimo allo stato di Israele.

Ci ho girato intorno per lungo tempo, ma niente: nessun varco che mi si aprisse.
Poi mi è venuto in mente che avrei potuto buttar giù un post coltissimo sulle dark ladies più conturbanti della storia del cinema in my opinion, e magari parlare a lungo di Veronica Lake.

Ci ho girato intorno per lungo tempo, ma niente: nessun varco che mi si aprisse.
Poi mi è venuto in mente che avrei potuto parlare di Robert Walser e delle sue camminate.

Ci ho girato intorno per lungo tempo, ma niente: nessun varco che mi si aprisse.
E allora ho preso atto: oggi non è cosa.
Perciò chiudo e vado in salotto a finire di leggere Edgar Quinet, che è meglio.
mercoledì 7 gennaio 2009
venerdì 26 dicembre 2008
Parigi o cara
Saranno, per quanto mi riguarda, sette giorni di assoluta flânerie
(vedi, tra gli altri, Il flâneur, di Edmund White, Guanda: una letturina agile e assai simpatica): la voglia di perdersi non manca, la curiosità nemmeno (comme d'habitude).
Mi saranno compagni di viaggio e di vagabondaggio Un dramma davvero parigino e altri racconti, di Alphonse Allais; Il capolavoro sconosciuto, di Honoré de Balzac; Nebbia sul ponte di Tolbiac e Trilogia nera di Léo Malet.
Il ritorno è previsto per il 3 gennaio del prossimo anno.
Questo povero blogghe, perciò, riaprirà i battenti quel giorno lì, o domenica 4. Forse vi racconterò qualcosa delle mie passeggiate parigine, forse no. Intanto, buona fine e buon principio a tutti voi.
Vi voglio bene (ma solo se anche voi mi volete bene, altrimenti andate pure affanculo).
P.S.
“L'Inghilterra ha costruito Londra per il proprio uso, ma la Francia ha costruito Parigi per il mondo intero.”
lunedì 17 novembre 2008
Caput mundi
mercoledì 1 ottobre 2008
Ottobre

giovedì 17 luglio 2008
Con quella faccia un po' così...

lunedì 5 maggio 2008
tic collabora con la Repubblica degli STAGISTI
E alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Oltre a questi, vi sono ogni anno altre centinaia di ragazzi, per lo più provenienti dalle università, che a vario titolo svolgono stage all’interno delle redazioni.
Il fatto che nella maggior parte dei casi siano bravi e già preparati alla professione giornalistica e che possano lavorare a titolo gratuito (sebbene, nel caso delle scuole, obbligatorio: infatti un allievo praticante giornalista non può rifiutarsi di fare gli stage previsti dal percorso formativo, pena l’annullamento del praticantato), è ovviamente per tutte le testate giornalistiche un vantaggio. Specialmente nel periodo estivo.
Un «conflitto di interessi» che vede da una parte i praticanti allievi delle scuole e gli altri stagisti, e dall’altra i giornalisti disoccupati speranzosi di ottenere un contratto di sostituzione estiva e spesso rimpiazzati appunto dagli stagisti. Per risolverlo, l’Ordine ha recentemente pensato di vietare gli stage nelle redazioni nei mesi di luglio e agosto.
Ma gli stage sono il momento più importante delle scuole di giornalismo, l’unico legame tra gli allievi e il mondo del lavoro vero: ed è proprio in estate, quando le redazioni si svuotano, che più facilmente un praticante trova una scrivania libera nella quale sistemarsi, e un po’ di spazio per dimostrare le proprie capacità.
Vietare gli stage estivi ci sembra pertanto una soluzione che andrebbe completamente a scapito dei futuri giornalisti.
Proponiamo invece un’altra soluzione: rendere un po’ meno conveniente, per gli editori, prendere gli stagisti a lavorare nelle redazioni. Come? Prevedendo una retribuzione minima per le persone in stage nelle redazioni.
In questo modo si scoraggerebbe chi negli stagisti cerca solamente un escamotage per risparmiare, si metterebbe un po' in equilibrio la «concorrenza sleale» tra allievi delle scuole e giornalisti disoccupati, e si ripristinerebbe anche il fondamentale rapporto consequenziale tra impegno, lavoro e retribuzione, che negli stage (non solo nel mondo giornalistico) viene troppo spesso dimenticato.
Chiediamo all'Ordine e alla FNSI, che hanno il compito di tutelare la professionalità e il rispetto del giornalista (sia egli assunto o collaboratore, pubblicista, praticante o professionista), di intervenire in merito imponendo che i praticanti provenienti dalle scuole ricevano una retribuzione minima non inferiore al 50% di quella che verrebbe erogata a un praticante regolarmente assunto. E che comunque tutti gli stagisti, a qualsiasi titolo, ricevano un compenso non inferiore ai 600 euro netti al mese.
mercoledì 19 marzo 2008
sabato 16 febbraio 2008
A(r)miamoci e partiamo!
Charles Diehl e le sue figure bizantine (testo veramente bellissimo: tic ha già iniziato a leggerselo, perciò lo può dire)
e Charles King con la sua Storia del Mar Nero (editore Donzelli).
P.S.






