
"La rivoluzione russa ha creato il diritto all'uguaglianza ma non quello all'intelligenza."
(Ilya Ehrenburg)
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lunedì 6 febbraio 2012
Parole celebri dalle mie parti (n.102)
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giovedì 6 ottobre 2011
Parole celebri dalle mie parti (n. 101)
"Quando noi ammiriamo la bellezza della perla, non dobbiamo dimenticare che è nata dalla malattia della conchiglia."
(Karl Jaspers)
(Karl Jaspers)
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martedì 23 agosto 2011
Compound sweet compound
Un caro amico, dopo essersi sciroppato in serata chissà quale telegiornale, mi invia il seguente sms: «Ma £%c* Dio, ma adesso anche Gheddafi abitava in un 'compaund'?».
Gli rispondo: «Mai capito cosa sia, un compound. Io sono una persona semplice».
E lui: «Ma neanche loro sanno cosa sia. È solo pigrizia linguistica e giornalismo da manuali acquistati all'autogrill. Neanche Bin Laden e Gheddafi sanno che cosa sia un compound!».
E lui: «Ma neanche loro sanno cosa sia. È solo pigrizia linguistica e giornalismo da manuali acquistati all'autogrill. Neanche Bin Laden e Gheddafi sanno che cosa sia un compound!».
Un altro amico, sul suo profilo facebook, ha scritto così: «Quando troveranno Gheddafi (Osama sembra non possa più rispondere) vorrei che gli chiedessero “ma in un compound si pagano lo stesso, le spese condominiali?” (e se sì, come le chiamate?)».
E poi ancora, evidentemente ispiratissimo: «Un normale condominio diventa un compound quando gli ex amici vengono a prenderti senza suonare al citofono per portarti fuori per l'ultima volta».
Secondo quel tremendo reazionario che fu Joseph De Maistre, “ogni degradazione individuale o nazionale è immediatamente annunciata da una degradazione rigorosamente proporzionale del linguaggio”.
Non so più nemmeno quante volte le ho citate, queste parole, in quattro anni di talkischeap.
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lunedì 22 agosto 2011
Sempre a proposito di Nobel...
Secondo Art Spiegelman, Bill Gates “è un po' come Joseph Pulitzer, anzi no, è più come Nobel. Sì, prendiamo Nobel che ha inventato la dinamite e poi ha passato il resto della vita a cercare di farsi perdonare”.
P.S.
Booooooooooooooooom!!!
P.S.
Booooooooooooooooom!!!
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domenica 15 maggio 2011
Grandi e piccini
Isaac Bashevis Singer diceva di scrivere in primo luogo per i bambini perché "loro non pensano che la letteratura serva a cambiare il mondo. Solo gli adulti - precisava - hanno idee così infantili".
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lunedì 21 marzo 2011
Gli sfondoni di Scalfari e Nichi che dice bafta

Ieri, nella sua consueta omelia domenicale, Eugenio Scalfari ha scritto che “Saddam Hussein aveva invaso il Kuwait però si ritirò subito dopo l'ingiunzione internazionale ma l'armata di Bush in nome dell'Onu lo inseguì fino a Baghdad, lo processò e lo giustiziò”.
Ho atteso inutilmente un'errata corrige su la Repubblica di oggi. Non c'era niente.
Qualcuno lo avrà notato, lo sfondone? O forse non c'era nessuno, in via Cristoforo Colombo 90 a Roma, che fosse disposto a far le pulci al barbone del padre fondatore del glorioso quotidiano di riferimento di noi ceti medi riflessivi?
Poco male, in ogni caso. Ci avrà pensato la stampa berlusconiana, immagino, a far presente che, se le cose fossero andate come le ricorda lo Scalfari, una seconda guerra del Golfo non avrebbe potuto aver luogo manco per sogno.
Eh, già: se nel 1991 l'esercito irakeno in rotta fosse stato inseguito dal Kuwait liberato fino a Baghdad, il famoso Occidente non avrebbe avuto bisogno di inventarsi, dodici anni dopo, la balla spaziale dell'uranio del Niger per giustificare l'operazione Iraqui Freedom.
Detto ciò, non ho molta voglia di scrivere qualcosa su quanto sta accadendo in Libia in questo momento, se non che le truppe di Gheddafi avrebbero dovuto essere fermate, nell'unico modo possibile, già dieci giorni or sono.
Adesso va bene bombardare chi non ha esitato a sparare sui civili per riprendersi il potere (momentaneamente?) perduto, è giusto provare a fermarlo, ma ho come l'impressione che le bombe occidentali rischino di essere molto poco efficaci.
Si è perso tanto tempo. Troppo?
Ho atteso inutilmente un'errata corrige su la Repubblica di oggi. Non c'era niente.
Qualcuno lo avrà notato, lo sfondone? O forse non c'era nessuno, in via Cristoforo Colombo 90 a Roma, che fosse disposto a far le pulci al barbone del padre fondatore del glorioso quotidiano di riferimento di noi ceti medi riflessivi?
Poco male, in ogni caso. Ci avrà pensato la stampa berlusconiana, immagino, a far presente che, se le cose fossero andate come le ricorda lo Scalfari, una seconda guerra del Golfo non avrebbe potuto aver luogo manco per sogno.
Eh, già: se nel 1991 l'esercito irakeno in rotta fosse stato inseguito dal Kuwait liberato fino a Baghdad, il famoso Occidente non avrebbe avuto bisogno di inventarsi, dodici anni dopo, la balla spaziale dell'uranio del Niger per giustificare l'operazione Iraqui Freedom.
Detto ciò, non ho molta voglia di scrivere qualcosa su quanto sta accadendo in Libia in questo momento, se non che le truppe di Gheddafi avrebbero dovuto essere fermate, nell'unico modo possibile, già dieci giorni or sono.
Adesso va bene bombardare chi non ha esitato a sparare sui civili per riprendersi il potere (momentaneamente?) perduto, è giusto provare a fermarlo, ma ho come l'impressione che le bombe occidentali rischino di essere molto poco efficaci.
Si è perso tanto tempo. Troppo?
In ogni caso, io ai raid aerei sulla Libia sono favorevole. Immagino che pure a Bengasi e a Tobruk ci siano un sacco di persone favorevoli e mi fa molto piacere essere d'accordo con lo loro e in totale disaccordo col nichivendola di turno che oggi, sempre sulla solita Repubblica, appariva preoccupatissimo: quale sarà lo lo slogancino appropriato alla bisogna, cari compagni?
Il più grande poeta di Terlizzi pare abbia scelto NO A GHEDDAFI NO ALLA GUERRA.
Che dire? A qualcuno il genere piace. A me, invece, ha veramente rotto i coglioni.
Tra l'altro, proprio non riesco a non pensare al fatto che furono i raid americani sulla Serbia, dopo che Milosevic aveva ordinato la pulizia etnica in Kosovo, a far cessare le ultime guerre balcaniche in ordine di tempo, quelle che noi europei ci siamo goduti per quasi un decennio, comodamente seduti in poltrona, senza fare un cazzo di niente per fermarle prima che arrivasse Bill Clinton – evidentemente molto preoccupato, e non ho mai capito per quali pozzi di petrolio – a mettere a posto tutto.
A Bill Clinton i kosovari hanno poi dedicato il Bill Clinton Boulevard, a Pristina.
E, chissà, forse dedicheranno una strada pure a quelli che, mentre Clinton bombardava i responsabili della pulizia etnica, in Italia dicevano NO A MILOSEVIC NO ALLA GUERRA.
Ma col tempo. Adesso non credo siano ancora pronti.
Il più grande poeta di Terlizzi pare abbia scelto NO A GHEDDAFI NO ALLA GUERRA.
Che dire? A qualcuno il genere piace. A me, invece, ha veramente rotto i coglioni.
Tra l'altro, proprio non riesco a non pensare al fatto che furono i raid americani sulla Serbia, dopo che Milosevic aveva ordinato la pulizia etnica in Kosovo, a far cessare le ultime guerre balcaniche in ordine di tempo, quelle che noi europei ci siamo goduti per quasi un decennio, comodamente seduti in poltrona, senza fare un cazzo di niente per fermarle prima che arrivasse Bill Clinton – evidentemente molto preoccupato, e non ho mai capito per quali pozzi di petrolio – a mettere a posto tutto.
A Bill Clinton i kosovari hanno poi dedicato il Bill Clinton Boulevard, a Pristina.
E, chissà, forse dedicheranno una strada pure a quelli che, mentre Clinton bombardava i responsabili della pulizia etnica, in Italia dicevano NO A MILOSEVIC NO ALLA GUERRA.
Ma col tempo. Adesso non credo siano ancora pronti.

P.S.
Disse una volta il grande John Huston che davanti a un disgraziato che sta affogando si incontrano, di solito, due categorie di uomini: quelli che si buttano in acqua per salvarlo e quelli che si mettono a fare della filosofia sulla brevità della vita umana.
Sapendo che, certo, le guerre si fanno per ben altro (ben altro tipo il petrolio, perbacco!), voi a quale delle due categorie sentite di appartenere?
martedì 15 marzo 2011
Parole celebri dalle mie parti (n.96)
"Interessarsi alla vita di uno scrittore perché ci piacciono i suoi libri è come interessarsi alla vita di un'anatra perché ci piace il foie gras."
(Margaret Atwood)
P.S.
Questa la dedico a una ragazza che ha qualche problema (diciamo così...) non con l'opera ma con la vita di Charles Dickens.
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lunedì 14 febbraio 2011
domenica 9 gennaio 2011
Parole celebri dalle mie parti (n.94)
"Da piccolo i film dell'orrore non mi hanno mai fatto paura. Ero molto più terrorizzato dalla mia famiglia e dalla vita di tutti i giorni."
(Tim Burton)
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venerdì 10 dicembre 2010
mercoledì 10 novembre 2010
Parole celebri dalle mie parti (n.92)
"Ho imparato tanto tempo fa a non fare la lotta con i maiali. Ti sporchi tutto e, soprattutto, ai maiali piace."
(George Bernard Shaw)
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domenica 31 ottobre 2010
Quando la nave andava
Ha scritto Giuseppe Pontiggia che “la seconda metà della vita viene spesso impiegata, più che a scoprire nuove verità, a liberarsi dalle menzogne della prima”.
Mi ci ritrovo pienamente, in queste parole.
Per dire, ricordo come se fosse oggi una serata del 1987 in cui io e i miei sodali Fabio M., Franco V., Stefano F. e Paolo B. ci ritrovammo a casa dei miei genitori per assistere, emozionatissimi ed eccitatissimi, alla storica intervista concessa da Fidel Castro a quella macchietta di Gianni Minà. Facevamo il tifo per Cuba, noi. Anzi, siccome devo parlare per me, io facevo il tifo per Castro.
E già che ci sono mi ricordo anche di quando facevo il tifo per l'I.R.A.: perché, vedete, una volta ero “antimperialista”, io. Perciò ritenevo che sparare ai militari inglesi e far esplodere delle automobili imbottite di Semtex in giro per l'Irlanda del Nord fossero cose sacrosante in quanto, appunto, “antimperialiste”. Per provare a giustificarmi potrei dirvi che rimasi parecchio impressionato dalla morte di Bobby Sands e degli altri nove a Long Kesh, nell'Ottantuno, e che tutto il resto venne di conseguenza, ma insomma... simpatizzavo per il terrorismo dell'I.R.A., questo è quanto: non l'ho rimosso, ahimè, non ci sono mai riuscito.
E dunque nella mia complicata adolescenza ho detto (e fatto) moltissime cazzate di cui oggi mi vergogno parecchio. Potrei raccontarvene tante altre, ma credo che quanto sopra sia già più che significativo.
Di una cosa, però, non mi sono mai pentito: di aver odiato profondamente Bettino Craxi.
Mi ci ritrovo pienamente, in queste parole.
Per dire, ricordo come se fosse oggi una serata del 1987 in cui io e i miei sodali Fabio M., Franco V., Stefano F. e Paolo B. ci ritrovammo a casa dei miei genitori per assistere, emozionatissimi ed eccitatissimi, alla storica intervista concessa da Fidel Castro a quella macchietta di Gianni Minà. Facevamo il tifo per Cuba, noi. Anzi, siccome devo parlare per me, io facevo il tifo per Castro.
E già che ci sono mi ricordo anche di quando facevo il tifo per l'I.R.A.: perché, vedete, una volta ero “antimperialista”, io. Perciò ritenevo che sparare ai militari inglesi e far esplodere delle automobili imbottite di Semtex in giro per l'Irlanda del Nord fossero cose sacrosante in quanto, appunto, “antimperialiste”. Per provare a giustificarmi potrei dirvi che rimasi parecchio impressionato dalla morte di Bobby Sands e degli altri nove a Long Kesh, nell'Ottantuno, e che tutto il resto venne di conseguenza, ma insomma... simpatizzavo per il terrorismo dell'I.R.A., questo è quanto: non l'ho rimosso, ahimè, non ci sono mai riuscito.
E dunque nella mia complicata adolescenza ho detto (e fatto) moltissime cazzate di cui oggi mi vergogno parecchio. Potrei raccontarvene tante altre, ma credo che quanto sopra sia già più che significativo.
Di una cosa, però, non mi sono mai pentito: di aver odiato profondamente Bettino Craxi.

Odiavo le sue lunghe pause tra parola e parola. Odiavo vederlo in maniche di camicia ai congressi del suo partito, sudato come una bestia dopo ore e ore di parole e lunghe pause. Odiavo i suoi occhiali. Odiavo vederlo agitare minacciosamente quel suo ditone da gorilla. Odiavo i nomi dei suoi sottopanza (Giusi La Ganga... La Ganga, ma vi rendete conto? Paris Dell'Unto... Dell'Unto?!?). Odiavo l'evocazione ossessiva di quella sua 'Grande Riforma' dei cui reali contenuti nessuno ha mai capito un accidente di niente e che però era 'Grande', ostia.
E poi odiavo la nave che andava. Odiavo le grottesche piramidi di Panseca. Odiavo la pubblicità dell'Amaro Ramazzotti. Odiavo la Vanoni. Odiavo Gianni Versace.
Sì, lo odiavo ferocemente, Bettino Craxi, che fu 'garibaldino' a Sigonella, come no, e che alla fine di quella splendida garibaldinata fece scappare dall'Italia, e con tutti gli onori (ma nessuno, chissà perché, lo ricorda mai), gli assassini di un povero paraplegico ebreo.
Ho pensato tanto a Bettino Craxi, in questi ultimi giorni.
Perché è a lui, proprio a lui, che dobbiamo lo schifo indicibile che, da qualche anno in qua, abbiamo imparato a chiamare berlusconismo.
E poi odiavo la nave che andava. Odiavo le grottesche piramidi di Panseca. Odiavo la pubblicità dell'Amaro Ramazzotti. Odiavo la Vanoni. Odiavo Gianni Versace.
Sì, lo odiavo ferocemente, Bettino Craxi, che fu 'garibaldino' a Sigonella, come no, e che alla fine di quella splendida garibaldinata fece scappare dall'Italia, e con tutti gli onori (ma nessuno, chissà perché, lo ricorda mai), gli assassini di un povero paraplegico ebreo.
Ho pensato tanto a Bettino Craxi, in questi ultimi giorni.
Perché è a lui, proprio a lui, che dobbiamo lo schifo indicibile che, da qualche anno in qua, abbiamo imparato a chiamare berlusconismo.

Craxi, al tempo, lo chiamava modernizzazione.
venerdì 15 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
Obbedienti alla parola del salvatore?
Nichi Vendola, il Presidente, anzi: il Governatore della Regione Puglia, ha definito Fassino, D'Alema e Bersani “anime morte”. E ci può anche stare, come no.

Detto ciò, forse in Italia lo si trova ancora, qualche Číčikov disposto a comprarsele, quelle anime morte (se non avete letto il romanzo di Gogol', sicuramente non sapete di cosa io stia parlando, ma visto che Vendola cita, raccolgo la sfida e cito pure io: sarò mica il figlio della serva, no?).
Fuor di metafora e fuori dai denti: è facile, facilissimo prendere a calci in culo i dirigenti del Pd (anch'io, nel mio piccolo...), tuttavia Nichi Vendola – che, en passant, non si sa dove lo trovi, poi, il tempo di governare la Puglia: perché questo dovrebbe essere il mestiere suo: governare la Puglia – Vendola, dicevo, mi pare un tantinello arrogante: rispetto al Pd - ahilui - è ancora troppo piccolo.
Mah... Si vede che l'uomo si sente in forma, e buon pro gli faccia, dico io.
Ciò che mi ha lasciato alquanto perplesso è stato sentirlo fare l'elogio del leaderismo: per vincere servono leader, ha detto in un'intervista a Chi, l'house organ della famiglia Berlusconi. E pensava evidentemente a se stesso, il Governatore...
Ora, secondo me, il problema della Sinistra italiana non è che le manca un leader. Un condottiero. Un Obama. Un Io.
Il problema della Sinistra italiana è che non riesce più a dire 'noi'. Manco per sbaglio.
Lettura che consiglierei a Vendola (dicono sia uno che qualcosa legge e allora, vedi mai...), il Christopher Lasch de La cultura del narcisismo: un testo visionario, geniale e inquietante la sua parte il cui autore adattò al campo delle scienze sociali un termine che il famoso dottor Freud adoperava in quello della psicopatologia.
Fuor di metafora e fuori dai denti: è facile, facilissimo prendere a calci in culo i dirigenti del Pd (anch'io, nel mio piccolo...), tuttavia Nichi Vendola – che, en passant, non si sa dove lo trovi, poi, il tempo di governare la Puglia: perché questo dovrebbe essere il mestiere suo: governare la Puglia – Vendola, dicevo, mi pare un tantinello arrogante: rispetto al Pd - ahilui - è ancora troppo piccolo.
Mah... Si vede che l'uomo si sente in forma, e buon pro gli faccia, dico io.
Ciò che mi ha lasciato alquanto perplesso è stato sentirlo fare l'elogio del leaderismo: per vincere servono leader, ha detto in un'intervista a Chi, l'house organ della famiglia Berlusconi. E pensava evidentemente a se stesso, il Governatore...
Ora, secondo me, il problema della Sinistra italiana non è che le manca un leader. Un condottiero. Un Obama. Un Io.
Il problema della Sinistra italiana è che non riesce più a dire 'noi'. Manco per sbaglio.
Lettura che consiglierei a Vendola (dicono sia uno che qualcosa legge e allora, vedi mai...), il Christopher Lasch de La cultura del narcisismo: un testo visionario, geniale e inquietante la sua parte il cui autore adattò al campo delle scienze sociali un termine che il famoso dottor Freud adoperava in quello della psicopatologia.

Lasch, nel 1979, seppe intuire che mondo di merda sarebbe stato quello dell'individualismo più trafelato e cocainomane, ovvero il nostro mondo: l'età del culto esasperato della propria personalità guerriera, del proprio io dominatore e della propria inestimabile coscienza (ma quante volte, negli ultimi anni, dalle nostre parti - cioè a Sinistra - siamo rimasti impiccati, tutti quanti, a singole coscienze tormentate e naturalmente preziosissime, eh? Quante volte? “La mia coscienza non me lo permette, di votare insieme a voi!”. Ricordate? Vi torna?).
E poi l'elogio del leaderismo, via... In questo Paese? In questi anni?
E poi l'elogio del leaderismo, via... In questo Paese? In questi anni?

“Chi dice troppo spesso «abbiate fiducia in me» rischia di arrivare alla fine a dire: «Non disturbate il pilota». Ora, il «non parlate al manovratore» sta bene scritto sul tram. Scritto in una sala d'assemblea, sarebbe la prefazione al fascismo.”
(Guido Calogero)
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domenica 19 settembre 2010
mercoledì 18 agosto 2010
sabato 24 luglio 2010
Parole celebri dalle mie parti (n.86)
"La cosa che sente più stupidaggini al mondo è molto probabilmente un quadro di museo."
(Edmond de Goncourt)
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giovedì 24 giugno 2010
mercoledì 26 maggio 2010
domenica 2 maggio 2010
Parole celebri dalle mie parti (n.83)
Nei tempi antichi, barbari e feroci,
i ladri s'appendevano alle croci:
ma nei presenti tempi più leggiadri
s'appendono le croci in petto ai ladri.
(attribuito a Giuseppe Mazzini)
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