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martedì 15 novembre 2011

Dedicata agli ammiratori di Giulietto Chiesa e ai lettori del Fatto

Dopo aver sparato a Kennedy, Mario Monti sorrise a Lee Harvey Oswald, ritto accanto a lui.
«Bel colpo, vero?»
«Mira fantastica, Mario!», disse Oswald dopo aver emesso un fischio prolungato.
«Bene. Senti, Lee... Io scendo un attimo a bermi un caffè. Mi terresti il fucile? Solo un attimo, eh...».
«Ma certo, amico mio. Tranquillo. Vai e rilassati, non c'è problema. Intanto che torni, io mi leggo un libro: ce ne sono così tanti, qui!».
«Bravo, bravo. Beh, allora io vado, Lee. Ciao!».
«Ciao, Mario!»
Mario Monti uscì dalla stanza, si fece sei piani di scale e arrivò in strada. Poi cominciò a camminare, senza fretta, verso una Packard nera del '56 parcheggiata dall'altra parte di Dealey Plaza.
Dopo dieci minuti, non vedendolo tornare, Lee Harvey Oswald iniziò a subodorare qualcosa... Decise dunque di darsela a gambe levate dopo aver mollato il fucile, un vecchio moschetto italiano della Carcano sul quale furono successivamente trovate le sue impronte digitali.
La polizia lo beccò qualche ora dopo, all'interno di un cinema in cui era entrato senza pagare il biglietto.


La fuga di Mario Monti da Dallas fu organizzata da Lyndon Johnson in collaborazione col Mossad e col Rotary Club di Varese. Era il 23 novembre 1963.

domenica 13 novembre 2011

Anch'io terzista!


Oggi il timorato Aldo Cazzullo, sul Corriere, stigmatizzando chi ieri sera ha festeggiato nelle strade la patetica uscita di scena del nostro sire, ha scritto: “La premessa di una nuova stagione non può prescindere dal rispetto per i sentimenti e le opinioni di chi in Berlusconi ha creduto. Prendersi vendette o rivincite alla fine di un ciclo lascia sempre un retrogusto amaro. Farlo ora, a metà del guado, è un esercizio imprudente oltre che improvvido...”.
Cioè, afferma il Cazzullo, siccome il governo Monti - che dovrebbe tirarci fuori dalla merda in cui ci ha messo il governo Berlusconi - avrà una base parlamentare di destra/centro/sinistra, sarebbe saggio tenere comportamenti reciprocamente più tolleranti tra italiani di destra (o berlusconiani?) e italiani che berlusconiani non sono né sono mai stati, pena il fallimento dell'ardito progetto politico.
E io devo dire che concordo in pieno coi terzisti del Corriere, sempre così saggi, equilibrati e corretti. Perciò ho messo insieme un prontuario di risposte da fornire, in questi giorni difficili, a eventuali interlocutori berlusconiani: risposte sagge, equilibrate e corrette, ça va sans dire.
Le domande, sappiatelo, vengono da facebook, e son roba vera (oh, quanto vera!) anche se opportunamente riarrangiata.
Vedrete che il mio prontuario vi sarà utile, o buona gente: vedrete che prima o poi mi ringrazierete.


Domanda: Ma la sinistra lo sa, che il nostro Paese è stato commissariato da tedeschi e francesi?
Risposta:
Eh, che ci vuoi fare... Mi son sempre piaciuti i polizieschi. Senti, per combinazione ho qui delle noccioline: la vuoi, una nocciolina? Son buone, sai? Prendi una nocciolina...

Domanda: Da oggi sei anche tu commissariato: lo sai, almeno?
Risposta: Eh, che ci vuoi fare... Maigret e Montalbano son tipi tosti, lo so. Senti, per combinazione ho qui delle mentine: la vuoi, una mentina? Son buone, sai? Prendi una mentina...

Domanda: Ma lo sai che mi divertirà da matti vedere il governo Monti applicare pedissequamente le indicazioni della BCE? Oh, se mi divertirò! Oh, quanto mi divertirò!
Risposta: Beato te, beato te: gente allegra il ciel l'aiuta... Senti, per combinazione ho qui delle arachidi: la vuoi, un'arachide? Son buone, sai? Prendi un'arachide...

Domanda: E quando Monti farà macelleria sociale – perché le indicazioni della BCE sono chiaramente macelleria sociale – la sinistra che farà? Che dirà?
Risposta: Non lo so che farà, forse diventerà vegetariana... Senti, per combinazione ho qui delle carrube: la vuoi, una carruba? Son buone, sai? Prendi una carruba...

Domanda: Ride bene chi ride ultimo! E forse sarò io a ridere per ultimo/ultima, lo sai?
Risposta: Ma certo, come no, certo che lo so. Voi del resto siete sempre tra gli ultimi, mai che vi avessi visto tra i primi... Anzi, volendo proprio essere pignoli, c'è il terzultimo, poi il penultimo, infine l'ultimo ed è dopo l'ultimo che in genere venite voi. Senti, per combinazione ho qui un maalox: lo vuoi, un maalox? Fa bene, sai? Prendi un maalox...

lunedì 28 febbraio 2011

Il fascino irresistibile degli irlandesi di Boston

- Ci vediamo un film in dvd, stasera?
- Per esempio?
- Per esempio
Rashomon di Kurosawa...
- Mmmmfffff...
- Guarda che ti stai perdendo qualcosa...
- Seee, seee...
- Vabbuò.
- E... quanto dura?
(butta l'occhio al contenitore del dvd) Ottantaquattro minuti. (soppesa la questione per un paio di secondi) Va bene, dai: si può fare.
- Co-come? Ripeti, prego...
- Si può fare.

Sembra che a indurla a cambiare idea (sono anni che le propongo Rashomon ricevendone sempre in cambio dei cordialissimi spernacchiamenti) sia stato il personaggio di un romanzo di Dennis Lehane che parla di Rashomon con una sua amica che non l'ha mai visto.
- Rashomon? Mai coverto!
- Beh, dovresti, sai?

Ed eccoci qua.
A me no, a Dennis Lehane sì.
Ma mica mi sono offeso, eh...
Va bene così.

venerdì 17 settembre 2010

Mila e il suo vecchio

Oggi.

mercoledì 14 luglio 2010

Il più bel 14 luglio della mia vita


La bambina che si sporge oltre la mia spalla si chiama Mila e, in poco più di un mese, ha già fatto la sua bella rivoluzione: nella mia vita.


Allons enfants de la Patrie
Le jour de gloire est arrivé !

lunedì 21 giugno 2010

Mila - Original Soundtrack

Dice: ma ci scrivi pochino, sul tuo blog, ultimamente... No?

Eh... Risolvete un po' il rebus, dai: non è difficile.

domenica 13 giugno 2010

TATA 2


Crying like she swallowed the fiery moon (come direbbe Bruce Springsteen).

lunedì 7 giugno 2010

TATA

Stamani alle sei è nata mia figlia Mila.
Essere padre è veramente forte!

lunedì 22 marzo 2010

Com'era quella sull'abbronzato?

Il presidente Obama ce l'ha fatta, la sua riforma della sanità è passata.
La maggioranza degli americani continuerà a restare in un sistema di cure mediche privato, ma la nuova legge, imponendo a tutti di acquistare una polizza sanitaria, consentirà di inserire nel sistema ben 32 milioni di statunitensi che, fino ad oggi, ne erano del tutto esclusi (tra cui 16 milioni di poveri che saranno curati gratis dallo Stato con il cosiddetto Medicaid).
Per agevolare chi dovrà assicurarsi il governo federale degli Stati Uniti metterà infatti a disposizione 800 miliardi di dollari in sussidi alle famiglie: a quelle più povere, si intende. L'imposizione di nuove tasse per i redditi superiori ai 200mila dollari l'anno servirà, in parte, a pagare questi costi. Il resto sarà a carico del debito pubblico americano e pace.
Infine, la legge stabilisce che da ora in avanti quei bastardi delle compagnie assicurative non potranno più negare una polizza a un malato grave né potranno rifiutarsi di accettare nuovi clienti sulla base di quello che dice una cartella medica.
C'è chi parla di riforma storica e vabbè, sia quel che sia. A me quello che ha fatto il presidente Obama pare, semplicemente, una gran bella cosa.
Dice: ma è roba che riguarda gli americani, a te che importa?
Giusto, giusto... È roba degli americani, non sono in alcun modo affari miei.
L'unica cosa che mi sento di dire è che qui in Italia gli uomini politici fanno vomitare (quelli di destra, in particolare. Ma non sempre: a volte quelli di destra fanno anche ridere) quando non fanno ridere (quelli di sinistra, in particolare. Ma non sempre: a volte quelli di sinistra fanno anche vomitare).
Uomini politici come Barack Obama, invece, riconciliano con la Politica. Notate la 'p' maiuscola, please...
Che dire? Fortunati gli americani.

lunedì 22 febbraio 2010

Back home

Cose belle a Londra

Alice.
Un negozio di scarpe pazzesche a Carnaby Street sonorizzato con la musica degli Who (e fosse pure quella mappazza di Tommy ma, ostia, erano gli Who, miga bae).

Il Churchill Museum e le Cabinet War Rooms. Perché “never was so much owed by so many to so few”.
Passeggiare la mattina presto ad Hyde Park, feeding the squirrels tra una cosa e l'altra.

I bassorilievi del palazzo di Assurbanipal a Ninive al British Museum. Quelli che illustrano delle scene di caccia al leone, per capirci. Stupefacenti.

La mostra delle foto di Irving Penn organizzata dalla National Portrait Gallery. Il ritratto migliore tra quelli esposti? Per me, quello di Saul Steinberg nella sua Nose Mask. E poi Woody Allen as Charlie Chaplin. E Duke Ellington. E Harold Pinter. E Carson McCullers. E Al Pacino. E Grace Kelly nel 1954: bella da stare male.

La vecchiaccia super racchia di Quinten Massys, i coniugi Arnolfini, il Richelieu ritratto da Philippe de Champaigne, la luce di Vermeer (eh, beh...), un cielo grigio di Monet (La Pointe de la Héve, Sainte-Adresse), il Lake Keitele di Akseli Gallen-Kallela, la National Gallery in generale.
Soho.

Il prezzo dei cd, generalmente molto più basso che da noi. Io me so' accattato un sacco di roba: il vecchio Fathers and Sons (conoscete? Muddy Waters, Otis Spann, Michael Bloomfield, Paul Butterfield, Donald 'Duck' Dunn, Sam Lay e Buddy Miles. E classici del rock blues come All Aboard, Mean Disposition, Blow Wind Blow, Forty Days and Forty Nights. Per dire), che non possedevo, Ride On di Christy Moore che avevo solo in cassetta, Mock Tudor del mio amatissimo Richard Thompson, Even Serpents Shine degli Only Ones (altra vecchia cassetta, perduta chissà dove troppi anni fa), Handful of Earth di Dick Gaughan (una cosa che mica mi aspettavo fosse ancora in circolazione, cazzarola), tre meravigliose raccolte di Elmore James, Blind Willie Johnson e Skip James e l'ultimo delle Unthanks (freschissimo d'uscita, a sole 5 sterline: ancora non ci credo!). Mia moglie, che ama molto i musical, s'è portata a casa la colonna sonora di Mamma mia! e non vi dico l'emozione, oggi, di sentire le purtroppo immortali melodie degli Abba uscirsene dalle casse del MIO stereo...
A proposito di musical, The Lion King al Lyceum: un regalo di Alice alla sorella che ha molto commosso un cognato (il sottoscritto, insomma) che i musical invece li detesta più o meno cordialmente (a parte il vecchio, sempre toccante, Brigadoon). Grande show, in ogni caso: very professional.
Infine, tutto l'alcool che si ingollano gli inglesi.


Cose brutte a Londra

Tutto l'alcool che si ingollano gli inglesi.
Il poco grato pensiero di Berlusconia lontana.

giovedì 21 gennaio 2010

Una bella notizia


Una squadra di archeologi ha scoperto, ad Alessandria, un tempio dedicato a Bastet, la dea gatto degli antichi egiziani.
Il tempio risale all'epoca di Tolomeo III Evergete, signore dell'Egitto dal 246 al 221 avanti Cristo, e sembra appartenesse a sua moglie, la regina Berenice dalla famosissima chioma.
Non era grandissimo: le rovine occupano una superficie di 60 metri per 15.
Nel sito sono state rinvenute circa 600 statue di epoca tolemaica, molte delle quali raffiguranti proprio Bastet, dea che i greci identificarono con Artemide.
È una scoperta importante: pare si tratti del primo tempio dedicato alla dea gatto che viene scoperto ad Alessandria, dimostrerebbe che il suo culto era praticato in Egitto ancora in epoca ellenistica.
Ve ne parlo solo perché, se mai in futuro dovessi credere in un dio (chi può escluderlo?), il mio dio sarà un gatto.
Volete mettere?

(nella foto, la mia Bastet)

lunedì 18 gennaio 2010

Married by the King



«Io e mia moglie ci siamo sposati sia civilmente che in chiesa ma, dopo trent'anni, le ho chiesto: “Andiamo a Las Vegas e sposiamoci per la terza volta”».
Così Francesco Rutelli ieri, a Domenica 5, su Canale 5.
E io lo capisco, 'sto zero sociale, che credete?
Anche a me e a mia moglie piacerebbe un sacco risposarci a Las Vegas: con una di quelle cerimonie officiate da un sosia di Elvis, avete presente?

O dal comandante dell'Enterprise.

Beh? Che c'è?

mercoledì 20 maggio 2009

Era ora!


Si attendeva (almeno, io attendevo...) da anni annorum la ristampa in dvd di Oltre il giardino (Being There) di Hal Ashby.
È uscita lo scorso febbraio e io me la sò accattàta stamani.
Che dire? Per quanto mi riguarda, la più bella interpretazione di Peter Sellers (no contest, davvero: anche se Hrundi V. Bakshi, l'indostano di Hollywood Party, si trova ad un incollatura) e uno dei film più grandi di sempre. La sua visione, ai disgraziatissimi abitanti di Berlusconia, dovrebbe essere imposta per legge.
Perché?
Accattàtevelo pure voi e lo scoprirete. Costa una miseria: dodici euri e qualcosa.
Magari alla fine mi ringrazierete, chissà, se non vi avrà fatto troppo male...
Voi la guardate, la tivvù, sì?

martedì 7 aprile 2009

Il dissacrante sguardo di tic


Secondo il futuro premio Pulitzer Manfredi (http://rockpoliticaepessimismo.wordpress.com/), il povero blog talkischeap merita il premio Symbelmine “perché guarda l'attualità con la giusta dissacrazione”.
Lo ringrazio di cuore e rilancio il premio, come da regolamento, ad altri sette blog.
Roba che mi garba, ovviamente.
Il primo è quello del colto bizantino Zimisce (http://librodiurizen.blogspot.com/), un giovane di grande talento.
Il secondo è LAST OF THE INDEPENDENTS, ovvero il blog dell'one man band Luca Conti, traduttore di razza ma non solo (http://lconti.com/). Fateci un salto ORA, che vi beccate un'intervista di Laura Lippman al grandissimo James Crumley.
Il terzo, bé, il terzo è l'ultimo ringhio di Idefix (http://lucianoidefix.typepad.com/) ovvero il blog di Diego Armando Comida, Ernesto “Che” Comida, Joey “Gabba Gabba Hey” Comida e insomma siamo nel Pantheon.
Il quarto è il blog della Giulia (http://rumoredipenna.blogspot.com/). Per tante cose e un po' anche per Day Is Done di Nick Drake.
Il quinto quello di Mammifero Bipede (http://mammiferobipede.splinder.com/). E che non gli venga mai più in mente di mollare...
Poi c'è l'Ipostasi adespota, che è il blog di un comunistone (http://ipostasi-adespota.blogspot.com/) e perciò chiamate pure l'esorcista.
Infine, il blog di can sboldro (http://pesantezza.blogspot.com/). Perché in giro non c'è niente, ma proprio niente, che gli assomigli.
Ite, missa est.

venerdì 26 settembre 2008

Oh, happy day!

Oggi è una gran giornata, per me!
In primis perché, dopo qualche mese, ho rivisto Gil Grissom e l'ho trovato in forma smagliante (nonostante fosse affetto da una brutta influenza...).



Poi perché, grazie a la Repubblica, ho scoperto che “il presidente della Sardegna Renato Soru è tra le personalità che hanno provato i massaggi aromaterapici del Forte Village di Pula”.
Ma non basta! Eh, no!
Sempre leggendo la Repubblica sono venuto a sapere che “l'attrice Sabrina Ferilli ama il to-qui-do, un massaggio giapponese che scarica la tensione. Una delle sue méte è Fonteverde, nel Senese”. E infine (e a questo punto mi sono quasi commosso) che “il presidente della Fiat Luca di Montezemolo ama la 'stone therapy', fatta con pietre laviche al Capri Palace Hotel di Napoli”.

Com'è che se ne uscì, quella volta, D'Annunzio? “La grazia mi si manifesta in un succedersi di epifanie”?
Ecco! Ecco che finalmente posso intendere il senso profondo delle parole del Vate!


martedì 29 aprile 2008

Time is on my side

E' in uscita l'autobiografia del nume tutelare di questo povero blogghe, monsieur Keith Richards.
Sostiene Mick Jagger: "Credevo che uno dovesse ricordarsi la propria vita per poterne scrivere".


Ehm, in effetti, il santo patrono che mi sono scelto... Come dire?
Non è mai stato precisamente un salutista, ecco. Specialmente nei suoi anni verdi.
E insomma, di certe giovanili intemperanze (se così vogliamo chiamarle...) la sua memoria potrebbe forse avere un pochino risentito...
Si fa per dire, eh!

venerdì 28 dicembre 2007

Ma che musica, maestro!!!

Domani partiamo per la Toscana. Capodanno a Montepulciano.
Perciò sarà questo l'ultimo post dell'anno 2007 in talkischeap.
Ho pensato a lungo a cosa scriverci, su sto cacchio di ultimo post, e non mi è venuto in mente niente di meglio che consigliarvi un paio di dischi da urlo usciti nell'anno che sta chiudendo i battenti.

Il primo è firmato Mavis Staples ed è un'opera commovente.
Mavis, forse qualcuno di voi già lo sa, stava negli Staple Singers (assieme al babbo Pops e alle sorelle), uno dei gruppi vocali più famosi e longevi di sempre. Iniziarono a cantare negli anni Cinquanta e hanno cantato di tutto a partire dal gospel per approdare col tempo alla musica secolare. Sono gli autori, per dire, di quel caposaldo del soul e del R'n'B che è Beatitude: respect yourself, del 1972, consigliatissimo (e trust in tic).
Con We'll never turn back (uscito per la benemerita Anti/Self, impresa che si sono inventati quelli della Epitaph records, ovvero, tra gli altri, il mio amatissimo Brett Gurewitz dei Bad Religion; cfr. http://www.anti.com/home/) Mavis Staples si è proposta di contribuire (alla sua maniera: quindi con la voce pazzesca che si ritrova) alla riflessione sull'eredità di quel Movimento per i Diritti Civili che negli anni Sessanta provò a liberare la sua gente (che era “sick and tired of being sick and tired”, come ebbe a dire Fannie Lou Hamer) dall'oppressione a cui era costretta nel deep south degli Stati Uniti. Ecco perché nella prima delle foto che trovate all'interno del libretto del CD sono ritratti assieme Pops Staples e il reverendo Martin Luther King.
Il regista di tutta l'operazione è stato mister Ry Cooder, e non credo proprio ci sia bisogno di presentazioni né di aggiungere altro.
We'll never turn back inizia con una versione esaltante di Down in Mississippi di J.B. Lenoir per chiudersi con quel magnifico spiritual (che Cooder reinterpretò a suo tempo nel suo Paradise and Lunch – pure consigliatissimo: trust in tic) che è Jesus is on the Main Line. In mezzo ci sono la sacrosanta ira del Signore (che, almeno per la durata del cd, ESISTE eccome, ostia!) e le voci dei Ladysmith Black Mambazo. Ringrazio di cuore la signora Staples, tra le altre cose, perché We'll never turn back mi ha spinto a rimettere nel lettore Alabama Blues e Down in Mississippi di J.B. Lenoir (dischi consigliatissimi: trust in tic).


Altra cosa veramente molto bella che ho ascoltato nel 2007 è Mescalito (Lost Highway/Universal) di Ryan Bingham, uno che il cowboy l'ha fatto veramente (pare cavalcasse tori e domasse cavalli nei rodei).
Se amate le canzoni in cui suonano banjo, fiddle, mandolino e national slide guitar, beh, è il disco che fa per voi. Le referenze dell'uomo sono tra le migliori che uno che lavora nel suo campo potrebbe desiderare: Joe Ely e Terry Allen sono letteralmente impazziti per lui (se non sapete chi sono Ely ed Allen, mi dispiace veramente tanto: non riesco proprio ad immaginare come si faccia a vivere senza saperlo. Comunque non abbiate timore, povere anime, perché io vi salverò: vi parlerò a lungo di questi due grandissimi texani, tra qualche tempo. Cominciando da una immensa canzone cantata da Ely – ma non scritta da lui – che si intitola Gallo del cielo...). E ringrazio di cuore Ryan Bingham perché in una canzone di Mescalito, Ghost of Travelin' Jones, ho risentito, dopo un bel po', la voce di Terry Allen e, porca la puttana, sono stati brividi.
La qualità della scrittura di Bingham è sul serio elevatissima, e badate che ci troviamo di fronte uno che ha solo 25 anni (e che appare quindi già maturo al primo disco). Che sia perché, come trovate scritto sul sito della Lost Highway (http://www.losthighwayrecords.com/splash/splash.html) , “ Ryan Bingham knows a thing or two about pain”?
Grandi canzoni americane (ma grandi sul serio), tra folk, country-rock e blues.




Buon anno nuovo (ma solo a chi mi ama). E vi regalo anche una mia foto con sorriso durbans. Perché non si dica che son poco generoso...

lunedì 26 novembre 2007

Largo ai creativi!!! (modesta proposta a W.)


Nei giorni scorsi è stato presentato allo spazio Etoile a Roma il simbolo del NUOVO, GRANDE PARTITO DEMOCRATICO. Effetto tricolore, è stato detto: una grande P verde, una D bianca su sfondo rosso. Sotto, c'è scritto Partito Democratico (ahimé, con solo due lettere maiuscole! Ma che sono, matti?!?), con un ramoscello d'ulivo a dividere le due parole. Il simbolo è stato ideato da un giovane molisano di 25 anni, Nicola Storto.
Storto ha dichiarato che è stato W., a scegliere: “Diciamo che procedevamo a scaglioni. Gli facevamo vedere i progetti un po’ alla volta fino ad arrivare a quello che gli è piaciuto di più. Li raffinavamo di volta in volta”. Le indicazioni di W. a Storto sono state le seguenti: “Leggerezza, modernità e contemporaneità. Ma sempre mantenendo il legame con il passato storico dell’Italia”. Indicazioni alla W.: modernità ma COMUNQUE legame storico, Storto! Forza! Scattare! Pedalare! All'evento dell'Etoile W. ha dichiarato: “Un simbolo racconta l’identità di una comunità di donne e di uomini e credo che questo che abbiamo scelto racconti bene l’identità del PD, un partito che nasce per fare un’Italia nuova con forza e determinazione”. COMUNQUE con forza e COMUNQUE con determinazione, avrete inteso. E ci mettiamo pure un bel QUANTUNQUE. Il simbolo richiama il Tricolore “ma anche tre grandi tradizioni” spiega W. “il verde del mondo laico e ambientalista, il bianco del cattolicesimo democratico, il rosso della cultura del lavoro”.
Grande W. Grande. Ti vogliamo bene. Ma non solo a te: a tutti, a tutti bisogna COMUNQUE voler bene. E tanto, tanto, tanto bene.
E io dico: adesso che abbiamo il nostro bel simbolo, bisogna che il PARTITO DEMOCRATICO abbia anche un inno.
Io avrei una proposta. Modesta, eh... Modestissima. Ma mi sembra buona. Ecco, ho pensato che il nostro inno dovesse essere una canzone popolare (ma non come quella di Ivano Fossati: PIU' POPOLARE!). E dovesse essere anche leggera, moderna e contemporanea, mantenendo COMUNQUE un legame con il passato storico dell'Italia. E dovesse essere pure aperta, apertissima al mondo!!! Nel caso, all'Africa lontana: quel continente nero dove, alle falde del Kilimanjaro, W. andrà a lavorare (aggratis, ovvio: da volontario) una volta che non sarà più sindaco di Roma.
Ho scelto perciò una canzone di autore ignoto (mi è parsa molto democratica, la cosa: “autore ignoto” significa che tutti, davvero tutti in una comunità di donne e uomini, potrebbero esserne gli autori. Che figata!) che parla di persone sofferenti, di donne (e come si fa, tra noi democratici, a non parlare di quote rosa?), di immigrazione e di guerra che siamo tutti quanti, tutti insieme, contro alla guerra, noi.
Di questa bellissima canzone democratica esistono varie versioni. Io ho scelto questa. Spero tanto che qualcuno riferisca della mia proposta al nostro COMUNQUE Segretario del QUANTUNQUE Partito. Egli, confido, saprà apprezzarla.





IL TUCUL E' UNA CAPANNA DOVE ZAMBO FA LA NANNA

Quando me sentire odore di banana,

subito pensare ad Africa lontana,

me pensare a giungla nera,

alla tigre, alla pantera,

me pensare sempre più,

al mio coso nel tucul.


Il tucul è una capanna dove Zambo fa la nanna.

Il tucul è un posto tetro, ci si entra dal didietro,

non c'è sedia, non c'è letto per il povero negretto,

sulla porta del tucul il mio uccello fa cucù!


Una volta, in Mozambico, fatto male a grosso dito,

evitare l’infezione, necessaria amputazione,

la negretta disse a Zambo: “Non ti voglio senza gambo,

non ti far vedere più sotto l’ombra del Tucul!” .

Quando guerra poi scoppiata,

arruolato in Quinta Armata,

in Italia destinato,

sono a Napoli arrivato;

c'eran tante bimbe belle che chiedevan caramelle,

quando chiedere di più io mandare a far tucul!


Se fortuna destinare, voglio in Africa tornare,

rivedere la negretta e tenerla stretta stretta;

ed allora, a Mozambico, miei signori, ve lo dico,

io non voglio viver più, ma morire nel tucul.

lunedì 19 novembre 2007

Buone notizie!!!

La Conferenza Episcopale Italiana ha da poco pubblicato un dossier sulla frequenza dell'ora di religione cattolica (perché si chiama proprio così: non ora di religione, ma ORA DI RELIGIONE CATTOLICA) a scuola.
Viene fuori che nelle regioni settentrionali del Paese sono in totale più di un quarto (il 25,7 per cento) gli studenti che preferiscono una attività alternativa a quella di religione cattolica.
A Firenze, nell'anno scolastico 2006-2007, gli studenti delle scuole superiori che hanno scelto (o i loro genitori hanno scelto: fa lo stesso) di non avvalersi sono stati più di quelli che sono rimasti in classe (per la precisione, il 58,7 per cento). A Bologna il 47 per cento. Classi svuotate di un terzo degli studenti a Milano, Torino, Venezia, Genova. Dati, questi ultimi, vicinissimi a quelli di Roma.
In totale sono oltre 300mila gli studenti delle scuole superiori che disertano l'ora di religione cattolica. Nel 2000-2001 erano 218mila. E tutto ciò non dipende dalla presenza di alunni stranieri nelle classi: anche sottraendo il numero degli alunni figli di immigrati dal numero di coloro che non si avvalgono, il trend è comunque in crescita.
Detto ciò, io esulto ma non troppo. Come disse una volta Chesterton, "da quando gli uomini hanno smesso di credere in Dio non è che non credano più a niente: credono a tutto".
Esulto, insomma, perché ce l'ho su con la chiesa cattolica e con i papisti. Non per altro.
Per la serie: illusioni sull'umanità? ZERO.


Dedico questo mio povero pezzo a questa brutta faccia da faina.