giovedì 20 maggio 2010

Romeo's Tune

Magari sapete com'è che ti prende certe volte, quando sono anni che non ascolti una canzone eppoi arriva un giorno che te la spari in circolo quelle anta volte senza un motivo apparente, forse solo perché oggi c'è il sole dopo giorni e giorni di pioggia e allora tu ti sei svegliato contento e poi sei sceso veloce al primo piano per vedere come sta la nuova gatta che ieri tua moglie ha portato a casa e così mò sono tre, i gatti in casa, uno più simpatico dell'altro e non è che lo dico perché sono i miei gatti ma perché è vero, giuro; o forse perché la musica che più hai amato nei tuoi golden days ti scorre dentro, da qualche parte, come uno di quei fiumi carsici che sai bene dove nasce e dove sfocia ma ignori del tutto come si comporti nel frattempo.
E insomma dalle parti del mio cuore oggi è sfociata una canzone meravigliosa che stava su un disco del 1979 non dico imperdibile ma nemmeno tanto bello, ché Alive on Arrival, il primo disco di Steve Forbert - perché è di lui che sto parlando - era un piccolo capolavoro e nel terzo c'era Cellophane City tra le altre cose rimarchevoli e insomma Jackrabbit Slim, il secondo, non lo consiglierei a cuor leggero ma.

Ma su Jackrabbit Slim c'era Romeo's Tune che poi sarebbe un giro di piano molto semplice, un po' à la Springsteen (un po' alla Bittan...), con in sottofondo un organo à la Danny Federici (con un po' di fantasia, à la Al Kooper: ma lo dico giusto perché, al suo apparire all'orizzonte della canzone americana fine Settanta, Steve Forbert fu salutato dalla critica come l'ennesimo new Bob Dylan), giusto una linea d'organo, dicevo, e qualche pennellata di chitarra a sottolineare certi passaggi.
Romeo's Tune, insomma, è soprattutto una cosa di tastiere limpidissime come il mattino di oggi (di ieri, ormai) che fu pure una cosa di successo tra il '79 della sua uscita e il 1980, quando raggiunse l'undicesimo posto della classifica di Billboard ma questo a me in fondo interessa molto poco perché sono un grandissimo snob.
Steve Forbert la dedicò a Florence Ballard delle Supremes ma parla, occhio al terzo verso, di una ragazza del Sud, una delle sue parti (Meridian, Mississippi).
È una perla di canzone con un potenziale pop infinito e uno degli incipit più teneri e romantici, a mio parere, di tutta la storia del rock'roll.

Meet me in the middle of the day
Let me hear you say everything's okay
Bring me southern kisses from your room
Meet me in the middle of the night
Let me hear you say everything's alright
Let me smell the moon in your perfume


E insomma non l'avete mai ascoltata, eh?

12 commenti:

lapsuscalami ha detto...

Sincera sincera? No.
"Supremes" si, mi dice Motown, mi dice Diana Ross. Ma potrei pure sbagliarmi.
Il resto mi è oscuro come una quartina di Nostradamus....

tic ha detto...

Scaricati il file da qualche parte.

Anonimo ha detto...

mai coperto

Anonimo ha detto...

Speriamo ricominci a piovere così smetti di ascoltar robaccia.

yodosky ha detto...

Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere.

tic ha detto...

Anonimo chi?
Ludwig Van Anonimo?
Ivan l'Anonimo, Zar di tutte le Russie? Fidel Anonimo? Stelio Anonimo? Bicio Anonimo detto Papo?

Giulia ha detto...

Mi sono accorta oggi di avere un problema con i commenti. Volevo dire AUGURI!! a te e yod ma il mio commento al tuo commento sul mio blog è scomparso. Così vengo a domicilio,ve lo dico qui e vado anche fuori tema sul tuo post.Poi, avete scelto un bellissimo nome.

tic ha detto...

Grazie, Giulia.

L'Uomo Tigre ha detto...

Vabbè, si è capito che a nessuno interessa 'sta mappazza di disco.
Qualcuno ha visto gli AC|Dc a Udine?
;P

tic ha detto...

Infame!

Mammifero bipede ha detto...

La sto ascoltando adesso, e in effetti mi mancava.
Mi sta raccontando di una gioventù ormai perduta, e che nonostante tante belle cose dell'età matura mi manca un po'... Nessuno mai ci restituirà la nostra ingenuità.

Vabbé, ho buttato via la mia adolescenza, ma un po' mi sto rifacendo con tutto il resto. Vediamo il bicchiere mezzo pieno.
;-)

PK ha detto...

X L'uomo tigre.
Io non sono riuscito a beccare i biglietti.
La sera del concerto montavo a casa mia un nuovo fornello, avendo dimenticato di inserire una guarnizione c'era un pò di odore di gas; "this house is on fire" mi saltao in mente.
La canzone non mi ha lasciato libero il cervello per un paio di giorni...
Se dal forno fosse uscito Angus i cornetti rossi e mi avesse detto: "hey guy, se te dà fogo alla casa te porto a veder el concerto!" non penso avrei dato fuoco alla casa, ma sicuramente ci avrei pensato a lungo prima di rispondere.

C'è andato un mio conoscente Mc Mason (se lo conosci).
Il commento è stato: "discreta performance".