mercoledì 29 settembre 2010

Un impegno etico


Gustosissimo il siparietto riportato oggi da la Repubblica, con Veltroni che incrocia Massimo Calearo nel Transatlantico di Montecitorio e gli dice: “Massimo, non fare scherzi” datosi che Calearo, eletto alla Camera col Pd (da capolista!), minaccia di votare la fiducia a Silvio Berlusconi e al suo governo.
Veltroni ha ricordato a Calearo “l'impegno assunto prima e dopo il voto a sostegno del centrosinistra e in opposizione al centrodestra. Un impegno che è etico, perché comporta il rispetto degli elettori e della volontà espressa con il loro voto. Sono certo che sarà coerente con se stesso...” e altre amenità.
Peccato solo che nella Costituzione repubblicana ci sia l'articolo 67 a stabilire che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
Eh, sì: Calearo sta in Parlamento a rappresentare la Nazione, non il partito politico a cui appartiene Veltroni.
Non lo sa, il povero Walter?
Eppure lui (e molti, molti altri, nel Partito democratico) ci si riempiono la bocca un giorno sì e l'altro pure, con “la difesa della nostra Costituzione repubblicana, una delle costituzioni più avanzate al mondo”.
Negli ultimi mesi, poi, l'articolo 67 della Costituzione è stato impugnato un sacco di volte, da diversi esponenti del Pd e da molti commentatori 'democratici', per darlo in testa volentieri a Silvio Berlusconi, reo di aver accusato Gianfranco Fini di aver tradito “un impegno che è etico, perché comporta il rispetto degli elettori e della volontà espressa con il loro voto”: io ho buona memoria e spero altrettanto dell'elettore medio del Pd (per l'elettore medio del Pdl, si sa, non nutro speranze di sorta).
Incazzarsi perché Massimo Calearo in Parlamento potrebbe votare con la Destra è veramente patetico.
L'errore del Pd è stato di averlo candidato (da capolista!).
Ignoro se sia stato un errore commesso dal solo Veltroni: propendo per il no, anzi spero francamente di no perché mi consolerebbe alquanto pensare che prima della candidatura nelle liste democratiche di quello che era considerato un falco, in Federmeccanica, ci sia stata almeno uno straccetto di discussione tra qualche persona, a Roma e in Veneto.
Che so? Magari da ciucchi, davanti a qualche bella bottiglia di Amarone della Valpolicella.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Domando: chi meglio di Calearo poteva rappresentare :"la sinistra riformista in un'ottica di governo bipolare" ?
Non si sa se Veltroni aveva scelto Calearo da solo o assieme ad altri compagni davanti a una bottiglietta euforizzante...quel che ricordo bene è il PD di quei tempi,un PD veltroniano che inneggiava a Berlusconi sostenendo che, finalmente, era diventato un vero leader, uno statista di caratura internazionale.
Ma Maran è veltroniano?

tic ha detto...

Sì! Maran è veltronian!

PK ha detto...

ma il manifesto elettorale è vero?
Non ci posso credere!
Abbiamo candidato uno così?
Il gratta e vinci della politica italiana.
Lui risolverebbe l'evasione fiscale col gratta e vinci sugli scontrini (dice che in Cina funziona).
Beh, funziona in Cina...