domenica 13 novembre 2011

Anch'io terzista!


Oggi il timorato Aldo Cazzullo, sul Corriere, stigmatizzando chi ieri sera ha festeggiato nelle strade la patetica uscita di scena del nostro sire, ha scritto: “La premessa di una nuova stagione non può prescindere dal rispetto per i sentimenti e le opinioni di chi in Berlusconi ha creduto. Prendersi vendette o rivincite alla fine di un ciclo lascia sempre un retrogusto amaro. Farlo ora, a metà del guado, è un esercizio imprudente oltre che improvvido...”.
Cioè, afferma il Cazzullo, siccome il governo Monti - che dovrebbe tirarci fuori dalla merda in cui ci ha messo il governo Berlusconi - avrà una base parlamentare di destra/centro/sinistra, sarebbe saggio tenere comportamenti reciprocamente più tolleranti tra italiani di destra (o berlusconiani?) e italiani che berlusconiani non sono né sono mai stati, pena il fallimento dell'ardito progetto politico.
E io devo dire che concordo in pieno coi terzisti del Corriere, sempre così saggi, equilibrati e corretti. Perciò ho messo insieme un prontuario di risposte da fornire, in questi giorni difficili, a eventuali interlocutori berlusconiani: risposte sagge, equilibrate e corrette, ça va sans dire.
Le domande, sappiatelo, vengono da facebook, e son roba vera (oh, quanto vera!) anche se opportunamente riarrangiata.
Vedrete che il mio prontuario vi sarà utile, o buona gente: vedrete che prima o poi mi ringrazierete.


Domanda: Ma la sinistra lo sa, che il nostro Paese è stato commissariato da tedeschi e francesi?
Risposta:
Eh, che ci vuoi fare... Mi son sempre piaciuti i polizieschi. Senti, per combinazione ho qui delle noccioline: la vuoi, una nocciolina? Son buone, sai? Prendi una nocciolina...

Domanda: Da oggi sei anche tu commissariato: lo sai, almeno?
Risposta: Eh, che ci vuoi fare... Maigret e Montalbano son tipi tosti, lo so. Senti, per combinazione ho qui delle mentine: la vuoi, una mentina? Son buone, sai? Prendi una mentina...

Domanda: Ma lo sai che mi divertirà da matti vedere il governo Monti applicare pedissequamente le indicazioni della BCE? Oh, se mi divertirò! Oh, quanto mi divertirò!
Risposta: Beato te, beato te: gente allegra il ciel l'aiuta... Senti, per combinazione ho qui delle arachidi: la vuoi, un'arachide? Son buone, sai? Prendi un'arachide...

Domanda: E quando Monti farà macelleria sociale – perché le indicazioni della BCE sono chiaramente macelleria sociale – la sinistra che farà? Che dirà?
Risposta: Non lo so che farà, forse diventerà vegetariana... Senti, per combinazione ho qui delle carrube: la vuoi, una carruba? Son buone, sai? Prendi una carruba...

Domanda: Ride bene chi ride ultimo! E forse sarò io a ridere per ultimo/ultima, lo sai?
Risposta: Ma certo, come no, certo che lo so. Voi del resto siete sempre tra gli ultimi, mai che vi avessi visto tra i primi... Anzi, volendo proprio essere pignoli, c'è il terzultimo, poi il penultimo, infine l'ultimo ed è dopo l'ultimo che in genere venite voi. Senti, per combinazione ho qui un maalox: lo vuoi, un maalox? Fa bene, sai? Prendi un maalox...

venerdì 11 novembre 2011

Come eravamo

Nel mondo prima del berlusconismo... Anzi, no, dai: posso fare di meglio.

Nel mondo prima del maggioritario, quando andavo in edicola a comprare la Repubblica o l'Unità e notavo che il signore accanto a me comprava il Giornale (diretto da Montanelli, vabbé, ma era comunque il Giornale), pensavo (più o meno, ma insomma): “Guarda guarda: un conservatore”.
(e lui di me pensava una cosa tipo: "Bah, 'sti comunisti... State lì dove state, va, che state bene...")
Nel meraviglioso mondo del maggioritario, quando vado in edicola a comprare la Repubblica o la Stampa (l'Unità non la compro più da almeno dieci anni, e per ottimi motivi) e vedo il signore accanto a me che compra Libero o il Giornale, io penso: “Guarda guarda: uno stronzone. Povero demente...”.
(e lui, di me, in genere pensa: “Guarda guarda: un comunista di merda. Meno male che Silvio c'è, schifoso farabutto che non sei altro...”)
Questo è quello che ci resta del berluscon... Anzi, no, dai: questo è quello che ci resta del maggioritario.
(perché senza il maggioritario Silvio Berlusconi non sarebbe mai diventato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: chi non ha capito questo, secondo me, non ha capito un accidente di niente di tutto ciò che è accaduto in Italia negli anni che vanno dal 1994 al 2011, e soprattutto del perché tutto ciò che è accaduto in Italia negli anni che vanno dal 1994 al 2011 sia potuto accadere)



(nella foto, una soddisfattissima vestale del berluscon... Anzi, no, scusate: una soddisfattissima vestale del maggioritario)

martedì 8 novembre 2011

The Big Chill (di Lawrence Kasdan)


- "Dove lavoro, abbiamo una sola norma editoriale: non scrivere niente di più lungo che l'uomo medio non legga durante una cacata media... Sono stufo che il mio lavoro venga letto nei cessi".
- "La gente leggeva Dostoevskij, nel cesso".
- "Non in una cacata sola, però".

domenica 6 novembre 2011

Idee

Ieri un tizio che conosco, iscritto come me al famoso Partito Democratico, mi ha fatto gentilmente presente che dovrei imparare a rispettarle, le idee di Matteo Renzi, invece di irriderle come faccio ogni volta che posso: ma chi mi credo di essere? Ehh?
Ecco, secondo me qui bisognerebbe essere molto ma molto precisi: cosa intendiamo, quando parliamo di idee?


Una volta, nel corso di un convegno che aveva per oggetto la questione della creatività nella scienza, Jacques Monod raccontò una certa storiella, che presentò come veramente accaduta.
Riguardava il poeta Paul Valéry e Albert Einstein.
In breve, quando Einstein capitò per la prima volta a Parigi, una signora che apparteneva all’alta società della capitale francese ebbe l'indubbio onore di ospitare sia lui che Valéry nel proprio salotto. Com'è, come non è, la grande dame in questione sistemò lo scienziato e il poeta in modo che la loro conversazione potesse essere udita da tutti i presenti.
Paul Valéry - che diceva spesso di esser lui più interessato al processo della creazione artistica che al prodotto finale della medesima - provvide subito a porre ad Einstein una domanda precisa: “Come è che Lei lavora? E potrebbe raccontarci qualcosa del Suo modo di lavorare?”.
Ed Einstein: “Bene, non so… Esco di buon mattino e faccio una passeggiata” (l'uomo era uno che passeggiava volentieri, un po' come Kant).
“Davvero interessante”, replicò Valéry, ”E naturalmente Lei ha con sé un taccuino; e, allorché Lei ha un’idea, la scrive sul suo taccuino”.
Al che Einstein rispose: “No, non faccio questo”.
“Dunque Lei non fa così?”.
“Vede”, rispose Albert Einstein, “un’idea è veramente rara”.
Un’idea è veramente rara.
Albert Einstein dixit.
Einstein.


E io dovrei portar rispetto alle idee... di chi? Di Matteo Renzi, giusto?
Guardate, al massimo io posso concedere che Matteo Renzi abbia delle opinioni. Anzi, meglio: posso concedere che Mattei Renzi condivida opinioni altrui. Come me. Come tanti. Come quasi tutti.
Ma idee, suvvia...

domenica 30 ottobre 2011

For Renzi is...


Prestatemi orecchio.
Sono venuto a seppellire il Pd, non a farne l'elogio. Il male che un partito fa, gli sopravvive; il bene, spesso, resta sepolto con le sue mozioni congressuali. E così sia del Pd.
Il nobile Renzi vi ha detto che il Pd era poco ambizioso: se era, ebbe grave colpa; e il Pd l'ha gravemente scontata.
Qui, col beneplacito di Renzi, e degli altri – ché Renzi è un uomo d'onore, e anche gli altri, tutti uomini d'onore, specialmente Sergio Chiamparino – sono venuto a parlare al funerale del Pd.
Fu il mio partito, noioso e deprimente fin che volete, ma in qualche modo il mio partito.
Però Renzi dice che era poco ambizioso: e Renzi è uomo d'onore.
E dunque, o quiriti, primarie di coalizione! Primarie di coalizione al Pd! Primarie con tre, sei, nove, dodici candidati del Pd!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd contro gente che, nei propri partiti, non ci pensa manco per sbaglio a fare le primarie, ma proprio per nessunissima carica: fossero matti!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd per far contento Parisi!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd per andare oltre il Novecento!
Tre, sei, nove, dodici candidati del Pd sennò Alessandro Baricco non ci vota!
Prestatemi orecchio, quiriti.
E ridete: sarà pure un funerale, questo, ma è tutto da ridere...

sabato 22 ottobre 2011

Al calduccio sotto le mie copertine (n.30)

Willie Nile, Willie Nile, 1980



Ride to my window baby, come in the morning

under the covers maybe we can play.

The nasty old reaper don't give you no warning

ride to my window baby, come by today.


Ride to my window baby, come in the evening

the afternoon sun is going down soon.

Why be waiting there, hiding and grieving

when we could be rolling neath the vagabond moon.


It rides and thrills as it rides in the hills

and it rolls through the dregs of the night.

It shines and beams down the back alley streams

and it fills a poor heart with delight.



P.S.
Ricordando un amico.

martedì 18 ottobre 2011

Capisaldi della cultura cattolica, pt. 5


«Anche il Papa nell'enciclica “Caritas in veritate” insegna che la questione sociale è ormai integralmente antropologica...»

(Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute del governo Berlusconi)



P.S.
Cos'è che insegna, il Papa? Non l'ho mica capito.
Ma forse nemmeno la signora Roccella l'ha capito, va: è solo che ci tiene a darsi un tono, povera donna...

giovedì 13 ottobre 2011

Memorabilia


Alessandro Dalai, editore, boss di Baldini Castoldi e Dalai, dichiara che, prima di Io uccido, «Faletti aveva già pubblicato per noi un libro straordinario: Porco il mondo che ciò sotto i piedi. Con un incipit folgorante: “Erano le sette e mezza di mattina e Vito Catozzo stava cagando”».
Capito? Un libro “straordinario” con un incipit “folgorante”.
Dal che si deduce che Alessandro Dalai, definito dal suo intervistatore “uomo dal carattere tosto”, è pure un grande cinico (en passant, ha detto anche che Va dove ti porta il cuore, pubblicato nel 1991 proprio da lui, «era un libro perfetto, emotivamente coinvolgente. Quando, in una notte, l'ho letto mi ha commosso e ho pianto». Sì, sì. Come no. Me lo vedo, che piange. In effetti anch'io ho pianto, leggendolo. Alla terza pagina già piangevo. Alla quarta, preso atto della commozione che mi prostrava, il capolavoro della Tamaro si mise a volare per la mia cameretta. Letteralmente).


Valentina Vezzali, la famosa campionessa del fioretto, se n'è uscita dicendo che Kung Fu Panda le ha insegnato «che la pace interiore è la cosa più importante».
Kung Fu Panda, sì.
Dal che si deduce che Valentina Vezzali, 37 anni, detta la leonessa di Jesi, ha un sacco di problemi (ma questo era già venuto fuori, in modo inequivocabile, nella puntata di Porta a porta di martedì 16 settembre 2008, quando la regina della savana fece dono al papi della Patria di un fioretto con dedica: “Al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con sincera stima, Polizia di Stato, Valentina Vezzali”. Siccome Berlusconi mostrò di apprezzare, la nostra lo sfidò scherzosamente – ah ah ah!!! - con il suddetto fioretto. Lui, da raro gentiluomo, rispose: «Non potrei mai, nemmeno con un fiore», e la Vezzali, pronta e ammiccante: «Presidente, da lei mi farei veramente toccare...». Ricordate? Siparietti di regime. E una povera creatura con gravi problemi. Ma grandissima, anzi la più grande di tutte sulla pedana, eh! Per carità...).